Le interviste ed i ricordi dei grandi piloti siciliani del passato. Dai pionieri delle corse automobilistiche e motociclistiche, ai protagonisti del dopoguerra e degli anni ’60 e ’70 sino ai tempi più recenti.

Giuseppe Albanese

La passione non mi ha fatto fermare. Sono andato avanti…

Francesco Arezzo di Celano

“presentai allora reclamo. Quando questi arrivò nelle mani di Vincenzo Florio e ne constatò la veridicità mi mandò a chiamare e disse: “Picciriddu, proprio tu mi fai reclamo! lo, per una mano, te lo strappo e il premio, che ti sarebbe toccato da dodicesimo, te lo mando a casa”.

Salvatore Calascibetta

Per il lavoro che svolgevo ero costretto a girare la Sicilia in lungo e in largo. Immaginate poi guidare sulle strade siciliane tra ti 1955 e 1960! Guidavo una 500 B con marmitta Abarth e ruote bicolori, macinavo giornalmente centinaia di chilometri e le asperità di quelle strade non hanno fatto altro che affinare le doti.

Ignazio Capuano

L’urto mi comprime il torace, ma esco vivo dall’incidente. Si avvicina un contadino e si accerta che respiro, mentre la moglie per rianimarmi mi vuol costringere a “biviri un oviceddu”.

Gualberto Carducci Artemisio

Se qualcuno mi spingesse mi piacerebbe correre, per esempio, un rally di Tunisia o del Marocco.

Vito Coco

“Certo i tempi sono ormai cambiati. Tornare a correre potrebbe anche essere un rischio nel senso che si potrebbe andare incontro ad una figuraccia. Tuttavia credo che limitando l’attività al circuito, dove occorre sapere ragionare ed avere tanta esperienza, anziché il solo coraggio per spingere il pedale dell’acceleratore fino in fondo, potrei ancora dire la mia”.

Francesco Donato

”Davamo vita a belle competizioni e la fortuna assisteva talvolta me, talvolta i miei avversari”

Armando Floridia

Chi ha la passione dell’auto nel sangue non può rispettare la volontà paterna.

Angelo Giliberti

Indubbiamente la stagione agonistica più importante per me e stata quella del 1964. Vinsi il campionato italiano di velocità in pista e quello della montagna

Stefano La Motta

”L’amore per lo sport non si ferma all’automobilismo: sotto la sua presidenza il Palermo Calcio, nel 1948, co-nasce una felice stagione che culmina con l’approdo in serie A”

Pietro Lo Piccolo

Quello che gli altri facevano in una settimana, prendendosela comoda, io lo dovevo fare in uno, al massimo, in due giorni. Le disponibilità economiche non mi permettevano di arrivare sette giorni prima per provare la cronoscalata

Rino Mingrino

Il mio pallino era lo sviluppo dell’automobilismo e di pergusa: mi sembra di esserci riuscito. certo che avessi avuto l’esperienza di oggi, qualche aggiustamento lo apporterei.

Fratelli Mucera

Oggi l’automobilismo e soltanto esasperazione, quasi che tutti concorrano a fare il giocattolo più bello dell’ altro. Per me I’ auto rimane un complesso meccanico che si muove.

Antonio Pucci

Megghiu Re nò me pagghiaru ca nuddu a Palermo

Clemente Ravetto

Ricordo ancora quando Antonio mi faceva allenare sulla statale per Termini, di notte, imponendomi di non fare fischiare le ruote, segno che infilavo la giusta traiettoria.

Gaetano Starrabba Di Giardinelli

Quando il caso lo richiede so salire su un camion e sbracciarmi. Sono buono e caro, ma non mi piace essere preso in giro. Riesco a svolgere i due ruoli con la stessa disinvoltura.

Michele Scuderi

“I miei trascorsi sono effettivamente sulle moto, alle quali arrivai dopo aver corso parecchio in bicicletta, vincendo pure diverse gare in pista ed una Montecuc­cio – Montelepre – Partinico – Monreale ”.

Nino Todaro

Bulgari afferma: “Se non corri tu, noi possiamo andarcene a casa”.

Nino Vaccarella

”Mio padre mi vietava di guidare perchè mi riteneva…pericoloso. Fu proprio con la sua 1100,qualche mese dopo la sua scomparsa, che vinsi la mia prima gara, la Passo di Rigano – Bellolampo” .