Domenicali conferma Qatar e Abu Dhabi: Minì tiene vive le speranze di campionato

Minì, situazione complessa ma ancora non del tutto compromessa

Le parole di Stefano Domenicali possono avere conseguenze importanti anche per il finale di stagione di Gabriele Minì. Il presidente e amministratore delegato della Formula 1 ha infatti confermato che, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il programma resta quello originario, con Qatar e Abu Dhabi destinati a ospitare gli ultimi due Gran Premi del Mondiale 2026 nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Una conferma che riguarda da vicino anche la Formula 2, categoria nella quale il pilota siciliano dell’Alpine Academy sta disputando la sua seconda stagione e che condivide gli ultimi appuntamenti con il Circus. Dopo Baku, infatti, sul calendario restano proprio Lusail e Yas Marina, due round diventati nelle ultime settimane tutt’altro che scontati.

L’incertezza aveva trasformato l’appuntamento azero in un possibile finale anticipato della stagione. A Baku la Formula 2 aveva disputato un fine settimana particolarmente intenso, con due sessioni di qualifica e tre gare, ma Minì era riuscito a raccogliere soltanto dieci punti, frutto del sesto posto nella prima Feature Race e del nono nella seconda, dopo essere rimasto fuori dalla zona punti nella Sprint.

Un bottino inferiore alle aspettative che aveva lasciato il portacolori di MP Motorsport al quarto posto della classifica con 163 punti, alle spalle di Rafael Câmara, leader a quota 207, Nikola Tsolov con 200 e Alex Dunne con 189. Se Baku fosse realmente diventata l’ultima tappa del campionato, quella sarebbe stata anche la fotografia definitiva della stagione del siciliano.

La conferma del programma mediorientale cambia invece lo scenario. Minì avrebbe nuovamente due weekend a disposizione per provare a chiudere diversamente un campionato nel quale, soprattutto nella parte centrale della stagione, era riuscito a inserirsi pienamente nella corsa al titolo.

Il momento migliore era arrivato tra Spa e Budapest. In Belgio, partendo dalla 17° posizione, Minì aveva recuperato fino al quinto posto nella Feature Race, mentre all’Hungaroring aveva centrato la vittoria nella Sprint, riportandosi a stretto contatto con Tsolov. Dopo il weekend ungherese il bulgaro comandava infatti con 167 punti, appena venti in più rispetto ai 147 del siciliano, con Câmara subito dietro a quota 145.

Da quel momento, però, la stagione ha cambiato direzione. Monza e Madrid hanno rallentato la rincorsa, soprattutto a causa di qualifiche complicate che hanno costretto Minì a partire ripetutamente nelle retrovie. Un problema emerso anche a Baku, dove il siciliano si è ritrovato 14° e 16° nelle due qualifiche, dovendo ancora una volta costruire le proprie gare in rimonta.

È stato probabilmente questo il limite principale del suo campionato. Sul passo gara Minì ha mostrato più volte di poter recuperare terreno e gestire situazioni complesse, ma le partenze arretrate hanno spesso compromesso la possibilità di trasformare il potenziale in risultati pesanti. Il quarto posto con 163 punti racconta così una stagione nella quale non sono mancati velocità e acuti, ma nella quale è venuta meno quella continuità necessaria per restare agganciati alla lotta per il titolo fino alla fine.

Con Câmara a 207 punti, il distacco dalla vetta è adesso di 44 lunghezze. Più vicino è Dunne, terzo a 189 e distante 26 punti, mentre Tsolov occupa la seconda posizione a quota 200. Se Qatar e Abu Dhabi verranno regolarmente disputati, la priorità per Minì sarà quindi provare a riavvicinarsi al podio del campionato e chiudere in crescendo la stagione.

Il finale assume un significato ancora maggiore considerando il percorso parallelo che il ventunenne di Marineo sta portando avanti con Alpine. Nel corso del 2026 Minì ha aumentato sensibilmente il proprio lavoro con la squadra di Formula 1, alternando l’attività al simulatore di Enstone ai test in pista. A Silverstone ha completato oltre 600 chilometri con la A525, ai quali si sono aggiunti i 120 giri percorsi a Portimão, per oltre 1.100 chilometri complessivi nei due test.

La priorità immediata resta però la Formula 2. Dopo il rischio concreto di vedere il campionato concludersi prematuramente a Baku, le dichiarazioni di Domenicali restituiscono a Minì la possibilità di giocarsi sul campo l’ultima parte della stagione.

La prudenza resta necessaria. Lo stesso numero uno della Formula 1 ha legato la conferma alle informazioni e alle garanzie disponibili, lasciando intendere che l’evoluzione della situazione internazionale continuerà a essere seguita fino alla fine. Ad oggi, però, Qatar e Abu Dhabi restano in calendario. E per Gabriele Minì significa soprattutto una cosa: il suo campionato di Formula 2 non è ancora finito.

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