Automobile Club di Palermo è ormai entrato di diritto nella organizzazione della corsa più antica del mondo ed il 1962 presenta novità regolamentari proposte da C.S.I e F.I.A.

che sconvolgono il Campionato Mondiale Marche. La più determinante delle quali è la decisione di riservarlo alla Categoria Gran Turismo. Il timore degli organizzatori però è quello che un campionato senza vetture sport perda interesse e allontani i grandi costruttori. Viene pertanto istituito un indipendente Challenge Mondiale per Prototipi da 1000 a 3000 cc che gli organi sportivi internazionali sono costretti a riconoscere. Il risultato finale è quello di un campionato che si presenta ingarbugliato nelle classifiche finali e nei regolamenti, motivi sufficienti a farne diminuire l’interesse sia per gli spettatori che per i partecipanti. Pur con queste premesse poco incoraggianti la Ferrari iscrive alla Targa Florio tre Dino con motorizzazioni diverse: una “piccola” 2 litri, la 196SP per la coppia tutta italiana formata da Lorenzo Bandini e Giancarlo Baghetti; la 246SP di 2.400 cc per i velocissimi Willy Mairesse e Ricardo Rodriguez; ed una 268SP con un motore 8V da 2.600 cc per Phil Hill ed Olivier Gendebien, vettura che il pilota americano distruggerà in prova.

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