Tocca all’Alfa Romeo ricevere il testimone di sfidante della Porsche, almeno in Sicilia. Il 1968 vede infatti l’assenza della scuderia di Maranello.

La Ferrari è rimasta praticamente esclusa dal Mondiale Marche non avendo vetture in grado di competere per la vittoria assoluta, riservata a Prototipi di 3 litri di cilindrata, come deciso dai nuovi regolamenti e l’unica Ford
GT40 presente, appartenente ad una scuderia privata, non è assolutamente in lizza per il primo posto. La scuderia di Stoccarda per la terza volta consecutiva schiera uno squadrone formato da quattro nuove 907 spinte dal collaudato ed affidabile 8 cilindri
boxer da 2,2 litri, ed affidati ad otto piloti conoscitori del circuito delle Madonie: Elford-Maglioli, Herrmann- Neerpasch, Siffert-Stommelen e Mitter-Scarfiotti, a dimostrazione delle chiare intenzioni di vincere la Targa 1968. Inoltre affidata a scuderie private ci sono tre 910-6, e tre “anziane” 906-6. Invece l’Autodelta, la scuderia guidata dall’ Ingegnere Carlo Chiti al
quale è affidata la gestione sportiva dell’Alfa Romeo, forte delle esperienze precedenti porta in Sicilia quattro esemplari della “33”.

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