C’erano una volta le monoposto…

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Un'immagine di un Gran Premio di Montecarlo F3 degli anni '80

C’erano una volta le monoposto…. Perché, non ci sono più, direte voi? Si ci sono, ma sono … tutte uguali!

Che significa? Che solo nel Mondiale di Formula 1 trovi monoposto diverse; intendendo per questo nei telai e nei colori, poiché a vista d’occhio appaiono comunque molto simili, figlie di un’aerodinamica che detta legge nella definizione delle forme.

E gli altri campionati per monoposto? Da almeno un decennio sono ormai dei … monomarca, e questo non soltanto in Europa, ma anche negli Usa ed in Giappone…

Fa eccezione – per regolamento – la Formula 3, che di fatto è però monopolizzata dai telai Dallara; ed a parziale consolazione di noi italiani, c’è da rilevare che è proprio la Dallara la fornitrice ufficiale dei telai utilizzati nella maggior parte dei campionati per formula nel mondo, seguita sempre da un’altra ditta italiana, la Tatuus.

Ciò, però, non ci consola dal non vedere più in pista formule di diverse marche darsi battaglia, in nome di alcuni principi che vogliono farci credere che con una formula monotipo si contengono i costi (ci credete …?) o che che si livellino i valori in campo per fare emergere il pilota più valido.

Sarà, ma con la miriade di campionati che adesso FIA e promoter privati organizzano, non si riesce comunque a capire chi sono i piloti più validi, poiché prima i migliori si battevano nella stessa serie: si iniziava dalle diverse formule minori nazionali, quelle si monomarca (Formula Ford, Formula Vau, Formula Italia, Formula Renault etc.) e si passava quindi alla Formula 3, per fare il passo poi in Formula 2 o direttamente in Formula 1.

Adesso i campionati internazionali che sono “utilizzati” per aspirare alla F1 sono una miriade: GP2, GP3, per alcuni anni Formula 2 nuova maniera, Formula Renault 3.5, AutoGp, FA1 Acceleration, Formula 3. Vai a capire chi è veramente il più bravo fra tutti i piloti: lo capisci solo in F1, ma troppi talenti si fermano per strada con soli 20 posti disponibili nella massima serie.

Il fatto di avere Case costruttrici diverse portava ad una competizione tecnica che è alla base del motorsport, della ricerca, del progresso; non soltanto un fatto “estetico”.

Le formule davano lavoro a tante aziende medio-piccole e con dell’ingegno potevi diventare anche famoso; li si formavano una serie di tecnici, che poi passavano il loro genio alla Formula 1.

Il numero di costruttori di telai era così elevato che in ogni nazione c’erano anche degli importatori. E costruire telai per la Formula 3 e la Formula 2 era una “scuola” anche per i costruttori che volevano poi passare in Formula 1 (vedi Osella, Toleman, Ags, Spirit, Toleman …).

“A ridatece” le March, le Chevron, Ralt, Reynard, Lola, Matra, Argo, Grd, Tecno, Martini, ed anche quei telai che correvano contemporaneamente in F1, come Brabham e Lotus. E, perché no? Anche i motoristi … In F2 avevamo Bmw, Hart, Ford Cosworth, Honda; in F.3000 sempre Cosworth, Mugen,Judd.

Ed in Formula 3 non era necessario avere un Toyota, un Alfa Romeo, un Volkswagen: potevi anche elaborarti in casa un propulsore Lancia e vincere a Montecarlo, come successo a Renzo Zorzi nel 1975. Ultimi nella scala della nostalgia, ma solo perché meno evidenti, i pneumatici, anch’essi oggi tutti della stessa marca…