Targa Florio: nuvole nere sul rally di maggioLa 103 edizione della Targa Florio (in programma dall’11 al 13 maggio), potrebbe essere a rischio di svolgimento se dovesse essere confermato il disimpegno dell’Automobile Club Italia che ha sostenuto finanziariamente la competizione – la corsa più antica del mondo – negli ultimi quattro anni.

Senza il supporto economico dell’ACI, e con il solo contributo regionale (100mila euro), pur sommato alle tasse di iscrizione (che potrebbero valere altrettanto), l’AC Palermo potrebbe trovarsi impossibilitato ad organizzare la gara che dal 1978 si disputa con la formula rally.

La notizia circolava da un paio di settimane fra gli “addetti ai lavori”, ma ha trovato una prima conferma – il possibile disimpegno dell’ACI – attraverso l’intervista rilasciata dal Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani, pubblicata stamane sul quotidiano “Il Giornale di Sicilia”. Sulle stesse colonne un paio di mesi addietro sempre il n.1 dell’ACI nazionale e della Federazione Sportiva (Acisport)  aveva confermato la volontà da parte dell’ACI di acquistare il marchio Targa Florio dall’AC Palermo (smentendo definivamente il Presidente del sodalizio di Via delle Alpi, che invece ha sempre negato l’evidenza). Ed anticipando che se questo “affare” non fosse andato a buon fine, ACI si sarebbe ritirato dalla gestione.

L’Automobile Club d’Italia, in ogni caso, organizzerebbe la versione “Classica” della Targa Florio: raduno di auto d’epoca con prove di regolarità, in programma nel prossimo mese di ottobre (10-13).

Cio costituisce motivo di ulteriore preoccupazione per gli appassionati, e lo esprimono con chiarezza i componenti il comitato spontaneo “Pro Targa Madonie” che con una “lettera aperta al Presidente dell’ACI” ipotizzano che “la numerazione progressiva venga ereditata dal raduno”.

Noi non vogliamo che muoia la corsa Targa Florio (oggi un rally), a favore di una manifestazione ricreativa di nessun valore storico ed agonistico. Sarebbe un insulto alla storia ed al valore della corsa (corsa non regolarità) più antica del mondo“ conclude la nota che auspica una collaborazione ed un chiarimento che sgombri il campo dalle ipotesi. Anche se mancano le premesse perché Sticchi Damiani ha espresso con chiarezza il proprio disappunto per le proteste circa la “vendita del marchio”, mentre dal “Comitato” replicano che cercare chiarezza “è un nostro diritto… è un nostro dovere“.

Nella lettera diffusa agli organi di stampa il Comitato Pro Targa Madonie, rivolge quattro domande, conseguenti alle dichiarazioni rilasciate da Sticchi al quotidiano palermitano. Le proponiamo integralmente qui di seguito:

1.Ritiene veramente che l’esercizio di un diritto di trasparenza possa nuocere ad una trattativa? Ed in che senso?

2.Come mai l’esercizio di un semplice diritto ha fatto evaporare la risolutezza che lei mostrava appena due mesi fa?

3.Di quale trattativa parla visto che altre fonti Aci ne negano l’esistenza di qualunque trattativa?

4. Chi ha mai ipotizzato, detto o scritto dello spostamento al Nord? D‘Italia o del Mondo?

Il testo si chiude con una dichiarazione di disponibilità alla collaborazione, precisando che i componenti del “Comitato” sono “favorevoli ad un progetto serio e credibile. Chiediamo rispetto e trasparenza…che questa Terra e la sua Storia meritano.Non è ancora il tempo di riporre in un museo la Targa Florio.  Per celebrare la leggenda, che inizia quando termina la storia, c’è ancora tempo“.

Ad avvalorare l’ipotesi di una possibile interruzione del rally a favore della Classica, il fatto che da tempo sia a Roma sia a Palermo è iniziato il lavoro dello staff organizzativo, mentre tutto pare fermo per il rally  che dovrebbe svolgersi fra meno di 150 giorni,