Domani celebrazioni e ricordi

Vincenzo Florio, l’ideatore della Targa Florio, morì martedì  6 gennaio 1959 a Epernay, piccola città del nord est della Francia, da dove proveniva la seconda moglie Lucie Henry. Florio aveva 76 anni (nacque il 18 marzo 1883).

La città di Epernay, dipartimento della Marna, Regione del Grand Est

Domani, domenica 6 gennaio, ricade il 60° anniversario della morte di Don Vincenzo. Per l’occasione due degli eredi della famiglia Florio, il nipote di Don Vincenzo Chico Paladino, e la nipote del fratello maggiore Ignazio jr. Costanza Afan de Rivera, hanno fissato due momenti per ricordare e celebrare l’antenato.

Alle 10.30 Chico Paladino (figlio di Cecè, nato dalla figlia di Lucie Henry e nipote acquisito del Cavaliere che non ebbe figli dalla prima moglie deceduta poco dopo il matrimonio), ha invitato alcuni appassionati per un brindisi in memoria del nonno paterno all’interno della residenza di famiglia, la Tonnara Florio, nella borgata marinara dell’Arenella, e precisamente nella splendida sala dei “Quattro Pizzi”. Un’ambientazione suggestiva e che per un attimo riporterà indietro gli orologi nel tempo.

Tonnara Florio – La sala Quattro Pizzi

La Tonnara Florio all’Arenella (Palermo)

Alle 11 nel chiesa di Santa Maria di Gesù, che sorge all’interno dell’omonimo cimitero dove Vincenzo Florio, riposa nella cappella di famiglia, verrà celebrata una Messa in suo suffragio, L’appuntamento, come ormai tradizione, è organizzato da Costanza Afan de Rivera (figlia di Giulia, nata da Ignazio jr. e Franca Florio).

La Cappella della famiglia Florio all’interno del Cimitero di Santa Maria di Gesù (Palermo)

Ai due momenti di celebrazione e ricordi sono attesi numerosi appassionati e cultori della Targa Florio, e di Vincenzo Florio in particolare la cui storia è ricca di iniziative, alcune assai ardite, fra le quali la Targa Florio – la corsa tutt’ora più antica del mondo -è la più celebre.

LA TARGA FLORIO OGGI: PROSPETTIVE E PREOCCUPAZIONI                                                           Proprio negli ultimi mesi la Targa Florio è tornata ad occupare le prime pagine dei giornali ed ha infiammato il dibattito sui social, perché vi è incertezza sul suo futuro, conseguente ad un probabile passaggio di proprietà del marchio dall’Automobile Club Palermo (ente fondato dallo stesso Vincenzo Florio come Real Automobile Club), che ne ha assunto la titolarità nel 1963, all’Automobile Club d’Italia.  Non si conoscono con precisione i progetti dell’ACI circa la Targa Florio, ed i timori sono soprattutto relativi ad un ipotetico passaggio di numerazione dall’attuale rally che nel prossimo mese di maggio segnerà la 103° edizione. Di recente ACI ha annunciato il ritiro del proprio impegno anche finanziario a sostegno del rally, continuando invece a supportare la “Classica” di ottobre (ch’è un raduno di auto d’epoca con prove di regolarità), e questo ha fatto temere per l’effettivo svolgimento della Targa Florio-Rally. Dall’AC Palermo però sono arrivate pubbliche assicurazione, ed è stato garantito il regolare svolgimento della gara assicurando di poter disporre del budget necessario.

LE ULTIME NOTIZIE SULLA VENDITA DEL MARCHIO                                                                      Attualmente un Advisor – individuato dall’ACI attraverso un bando pubblico – sta lavorando alla valutazione del marchio “Targa Florio”. Difficile ipotizzare quale cifra risulterà dallo studio,  ma, per fare un esempio, una stima (risalente al 2015) del valore del solo marchio “Mille Miglia” era di 15,2 milioni di euro. E 28,1 il capitale economico. L’organizzazione della manifestazione rievocativa bresciana dal 2012  è stata ripresa dall’AC Brescia, che la gestisce attraverso una propria srl. In precedenza l’AC Brescia riceveva delle royalty (da 3 a 4 milioni l’anno nelle ultime edizioni) dagli organizzatori esterni, poi ha deciso per la soluzione “in house”. Ma questa è un’altra storia. Che pare non possa essere scritta alla stessa maniera in Sicilia.    Chissà cosa ne penserebbe di tutto questo Don Vincenzo Florio…

Vincenzo Florio (al centro) alla Targa Florio del 1957

Juan Manuel Fangio e Vincenzo Florio