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“Missione” a Palermo del Presidente ACI 

 

Targa Florio Rally: quando siamo giunti a soli 120 giorni dalla data di svolgimento (9-12 maggio) non è ancora del tutto certo che AciSport si ritiri davvero dall’organizzazione della 3° prova di Campionato Italiano.  Anzi, considerate le mosse delle ultime ore (incontri a Roma nei giorni scorsi, e nuovi appuntamenti la prossima settimana a Palermo), appare probabile – oltre che auspicabile – possa rientrare la decisione di non sostenere più l’onere dell’organizzazione della gara. Anche perchè alcuni fornitori non vedrebbero di buon grado il defilarsi del braccio operativo della federazione automobilistica nazionale.

Il cui Amministratore Delegato, Marco Rogano, attende solo il “via libera” dal Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani.  Atteso a Palermo giovedì 17  quando incontrerá i rappresentanti del Comitato Pro-Targa Madonie ed il nipote te di Vincenzo Florio: “Chico” Paladino. Probabilmente Sticchi Damiani vorrà sondare di persona e rendersi conto direttamente dei reali  “umori della piazza“, dopo le polemiche e gli interrogativi delle scorse settimane e mesi legati alla “querelle” relativi alla vendita del marchio, per capire perché susciti contrarietà questo tipo di interesse dell’Automobile Club d’Italia nei confronti della corsa più antica del mondo.

QUANTO VALE IL MARCHIO TARGA FLORIO? LO SAPREMO IN PRIMAVERA

Intanto è in corso il lavoro dell’Advisor per la valutazione del marchio “Targa Florio”.  Se ne stanno occupando i professionisti della  Trevor srl (sedi a Roma, Milano, e Trento), vincitrice con l’offerta di 14.500 euro – sui 25mila a base d’asta – del bando di gara da parte di ACI, ed il risultato potrebbe concludersi nell’arco dei prossimi tre-quattro mesi. ACI attende questa valutazione per portare avanti l’iter per l’acquisto a titolo definitivo del marchio del quale è attualmente proprietario l’AC Palermo, ente che si è detto (come si legge nella delibera di ACI, pubblicata da Sicilia Motori nel mese di febbraio 2018 https://www.siciliamotori.it/2018/02/14/targa-florio-ac-palermo-tenta-di-smentire/ ), disponibile a vendere.

LE PREOCCUPAZIONI DEGLI APPASSIONATI

L’interrogativo degli appassionati e dei cultori della corsa più antica del mondo, non è tanto sulla legittimità della compravendita, e sulle modalità con le quali questa potrebbe avvenire, quanto sul futuro della corsa. Ovvero se resterà una competizione vera e propria, un rally oggi, o corre il rischio di poter  essere “declassata” ad un raduno di auto d’epoca con prove di regolarità. Con questa formula viene organizzata la “Classica” ch’è in calendario per ottobre (e sulla quale AciSport lavora da mesi, mentre per il rally non si hanno notizie di un inizio attività). I cultori della Targa richiedono anche la permanenza nel suo teatro naturale: le Madonie. Già nella passata edizione del rally sono state cancellate dal tracciato e dal programma della manifestazione due delle città-simbolo della corsa madonita Collesano e Campofelice di Roccella,  mentre la “Classica” addirittura porta i concorrenti in giro su aree della regione che nulla hanno a che vedere con la storia della Targa Florio. Uno snaturamento che non piace ai più, i quali storcono il naso anche sulla “internazionalizzazione” della Targa Florio. Della quale sono state organizzate due edizioni “australiane” e con un paventato programma di ulteriori tour su altri continenti. Iniziative certamente profittevoli, ma che suscitano perplessità sulla coerenza con il patrimonio storico e culturale, oltre che sportivo, della Targa Florio.

il PRESIDENTE NAZIONALE SPIEGA, QUELLO DI PALERMO NEGA

Ulteriore confusione sulla vicenda è stata causata anche dal continuo “balletto” di opposte dichiarazioni: l’Automobile Club Italia per voce del suo Presidente e attraverso atti ufficiali ha sempre ammesso l’intendimento ad acquistare, le trattative, e la propria volontà. Dall’altra parte invece il Presidente di AC Palermo Angelo Pizzuto ha sempre negato, pur contro ogni evidenza dei fatti.  E così gli appassionati si sentono presi in giro. Forse gli  incontri di Sticchi Damiani serviranno a spazzare del tutto dubbi e perplessità, anche se appare poco probabile che la compravendita del marchio senza la conoscenza di un progetto chiaro, possa convincere i più. I quali vogliono (vogliamo) una “Targa” che resti sempre corsa vera che si articoli soprattutto sulle strade (perlomeno quelle ancora praticabili) delle Madonie, e non solo o soprattutto un “prodotto da esportazione” i cui proventi,  oltretutto, solo marginalmente arriverebbero in Sicilia.

 

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