Targa Florio Rally: spazzati i dubbiTarga Florio Rally: torna il sereno sull’edizione n.  103°,  in programma da giovedì 9 a domenica 12 maggio. Sono state spazzate via le “nubi” che avevano suscitato il timore dell’annullamento in conseguenza dell’annunciato disimpegno dell’Automobile Club d’Italia. Invece tornata sui propri passi,  confermando il proseguo della collaborazione con l’AC Palermo, regolato da una convenzione ch’era scaduta al termine del triennio 2016-2018 e aveva preso avvio ancora prima. La macchina organizzativa si è pertanto finalmente messa in moto, e anche nel 2019 l’organizzazione della gara farà capo ad AciSport, la SpA braccio operativo dell’omonima federazione che costituisce un ramo dell’ACI.

IL PERCORSO ED IL PROGRAMMA DELLA 103° EDIZIONE

Sono così finalmente iniziati i sopralluoghi sulle strade madonite per individuare i tracciati ideali sui quali disputare le prove speciali. Gli organizzatori stanno puntando soprattutto sulle Strade Statali, gestite dall’Anas e che beneficiano di maggiore manutenzione rispetto alle “Provinciali”, spesso non in condizioni ottimali  neppure per la normale viabilità. Figurarsi per una corsa automobilistica. Per esempio il tracciato della Cefalù-Gibilmanna,  che fra le SP è una di quelle in migliore stato, farà certamente parte della prima delle due tappe (insieme all’altra SP “Pollina”),  ma al momento così com’è parte di questo tratto  non viene considerato idoneo per far disputare la cronoscalata (Salita del Santario, in programma il 2 giugno), perchè su alcuni chilometri dovrebbero esserci i guard-rail a doppia lama (come quelli che si utilizzano sulle autostrade). Così da garantire maggiore sicurezze alle auto che corrono nelle cronoscalata (monoposto a ruote scoperte e vetture sport), rispetto alle berline ed alle GT dei rallies,

La seconda tappa dovrebbe articolarsi su quella parte di strade della “Targa” di velocità tornate recentemente ad essere fruibili. Lo schema resta quello, collaudato, delle ultime edizioni: cerimonia di partenza da Palermo, in Piazza Verdi con la straordinaria cornice del Teatro Massino, da dove gli equipaggi raggiungeranno il porto di Termini Imerese, all’interno della quale – è questa è una delle novità – è stata individuata l’area idonea ad ospitare la “prova spettacolo” (lo scorso anno allestita sul piazzale dell’ex-fabbrica Fiat oggi Blutec)

LA NUMERAZIONE CONTINUA CON IL RALLY NON CON LA REGOLARITA’

Sabato 2 febbraio al “Costa Verde” di Cefalù è in programma la cerimonia di premiazione del Campionato Sociale dell’AC Palermo (che precederà di poche ore la festa dei “Volanti d’Oro”), ed è probabile che in questa occasione possano essere rese note le prime informazioni ufficiali. Ma dettagli a parte, che l’Organizzatore ha tutto il diritto di non rivelare fino a quando non saranno definiti, l’importante è che il rally si svolga e soprattutto che la numerazione della “corsa più antica del mondo” continui con una gara vera e non con un raduno, più o meno interessante, come la versione “Classica” in programma in ottobre. Se questo tipo di manifestazione è capace di autofinanziarsi e anzi generare profitti, ben venga, soprattutto se servono per sostenere il rally che invece  richiede sforzi per raggiungere almeno il pareggio delle spese.

GLI SCENARI PER LA TARGA FLORIO DEL FUTURO

Le difficoltà finanziarie, oltre alle norme sempre più restrittive per le corse su strada alla ricerca della continua e mai sufficiente sicurezza per partecipanti e pubblico, hanno fatto esprimere – di recente – al Presidente dell’ACI e della Federazione AciSport, Angelo Sticchi Damiani, delle perplessità sul futuro della specialità. Almeno in Italia. Ma è uno scenario lontano, seppure verosimile, è c’è tempo per programmare un eventuale nuovo futuro cambiamento nella centenaria storia della Targa Florio che dal 1978 si disputa con la formula rally, mentre dalla sua nascita (1906) sino al 1977 fu una gara di velocità pura. Ad eccezione del 1957 quando vennero vietate le corse su strade e Vincenzo Florio dovette ripiegare sulla regolarità per non perdere la continuità. Ma fu un fatto eccezionale, così come le forzate interruzioni a causa dei due conflitti mondiali. Poi la “Targa” riprese a svolgersi sul “Piccolo Circuito”  e anzi si sviluppò definitivamente  l’indimenticabile epopea del Mondiale Marche con 18 fantastiche edizioni valide per il Mondiale Marche (dal ’55 al ’73). Adesso si è tornati a discutere della possibilità, certamente difficile da attuare, di riportare quei 72 celebri chilometri in condizioni tali da poter ospitare una corsa vera e propria – seppure per auto storiche e con restrittive modalità di svolgimento – affinché nella rievocazione storica possa trovarsi la formula giusta per la continuità.

L’EDIZIONI STRAORDINARIE SUL PICCOLO CIRCUITO CON LE STORICHE

L’edizione straordinaria per gli “80 anni” della Targa Florio nel 1986, cui seguirono alcune edizioni del rally storico articolato sullo stesso tracciato di velocità, quando ancora era interamente percorribile, e la parata rievocativa per la 100° edizione  nel 2016 – pur se necessariamente limitata al tratto Tribune-Cerda – hanno dimostrato prima e confermato poi, quale sia direzione da seguire. Non certo un raduno per auto d’epoca.

Ma ci sarà tempo per dibattere e verificare, intanto apprestiamoci a vivere la 103° edizione per la 41° volta con la formula rally.