KINISIA – Circuito Kinisia, la “meteora” trapanese

Tratto da Sicilia Motori n°2 (137) – Febbraio 1995

di Vincenzo Prestigiacomo

Fu una sera dell’autunno 1951 che, tra una portata di pesce ed un bicchiere di buon vino, ad alcuni sportivi quali Francesco Naselli, Toto Minore, Michele Sansica, Giuseppe Di Vita venne l’idea originale di organizzare una corsa di velocità sul’anello stradale dell’aeroporto di Kinisia, in provincia di Trapani. Il gruppetto di amici ne parlò con i responsabili del locale Automobile Club, e l’idea di una corsa in una pista d’aviazione piacque subito, tant’e che l’Ente stanziò la bella cifra di 500.000 lire facendo propria la manifestazione sportiva.

Per Trapani era sia un’occasione di svago e di divertimento, sia un mezzo per portare in città turisti provenienti da più parti della Sicilia. Ma la cifra stanziata dall’Ac Trapani non bastava a coprire gli alti costi dell’organizzazione. In aiuto vennero I’Ente Provinciale Turismo di Trapani e l’Assessorato Regionale al Turismo, che dopo frenetiche trattative elargirono un contributo di 600.000 lire.

Circuito Kinisia: parte la macchina organizzativa

Nell’aprile 1952, risolto il problema del reperimento dei fondi, parti immediatamente la macchina organizzativa. I dirigenti dell’Automobile Club Trapani ­ sotto l’abile regia del Presidente Fabrizio Adragna ­ fecero sistemare in poco tempo la pista dell’aeroporto. Cominciarono ad arrivare anche le prime adesioni dei piloti: i trapanesi erano ovviamente capeggiati da Minore, Naselli, Di Vita e Sansica. Lo staff organizzativo lavorava con entusiasmo.

Una corsa di velocità che aveva come scenario l’aeroporto era decisamente una novità in senso assoluto. I preparativi comportarono comunque enorme fatica, ma il sacrificio venne ripagato il giorno della gara, che si disputò il 28 settembre 1952. Ai bordi del magnifico anello c’era una cornice di pubblico appassionato, valutabile in oltre 35.000 persone. I concorrenti di quella prima edizione furono 50.

La prima partenza

Alla partenza le vetture erano disposte a spina di pesce per categoria. Fecero da starter il prefetto Criscuoli, il sindaco Agliastro ed il colonnello Ciotti, comandante del Presidio Militare. I primi piloti a dorsi battaglia furono quelli delle Fiat C. Su quella pista grigia e polverosa dopo 39 23″ 2/5, alla media di km/h 84,500.

La spuntò il palermitano Mario Rossi; alle sue spalle si piazza il trapanese Franco Naselli, che fece fermare i cronometri in 40’01” 1/10; terzo fu Salvatore Reggio, che impiegò 40’01” 4/5. Qualche minuto dopo la conclusione della prima corsa fu la volta delle Fiat 1100 E.

La lotta tra Vigneri e Prestigiacomo

In questa categoria fu una lotta palermitana fra Alfredo Vigneri ed Antonio Prestigiacomo, mentre il trapanese Salvatore La Luce punzecchiava i due contendenti. Al penultimo giro la vittoria sembrava non sfuggire a Prestigiacomo, ma all’improvviso la vettura cominciò a rallentare per noie meccaniche, cosi ne approfittò Vigneri, che negli ultimi 500 metri superò l’avversario e chiuse la corsa in 48’35” 4/5.

Si mordeva le mani Prestigiacomo, che dovette accontentarsi del secondo posto con un distacco di soli tre secondi dal vincitore. Nella classe delle Lancia Ardea vi fu un monologo del trapanese Giuseppe Di Vita, che coprì il percorso in 36’38”, alla media oraria di km 97,300, riuscendo a doppiare il concittadino Francesco Saltarelli.

Interessante ed incerta fino alla fine, invece, la corsa delle Fiat 1400, che vide protagonisti il trapanese Giuseppe Vultaggio ed i palermitani Beppe Buffa ed Ernesto Dagnino. Incredibilmente il dualismo dei palermitani favorì il trapanese, che negli ultimi due giri riuscì a prevalere sfruttando gli errori degli avversari.

Vultaggio vinse la gara in 36’05”, alla media di km/h 98,250, battendo sul traguardo Buffa che si piazza così al secondo posto. Per l’ultima gara, la più attesa, il pubblico riservo gli applausi più scroscianti al trapanese Antonio De Filippo. Il “via” alle Alfa Romeo 1900 lo diede il colonnello Ciotti.

De Filippo apparve emozionato e la sua partenza non fu molto felice. Ne approfittava il palermitano Vittorio Giliberti, che si portava in testa alla corsa, tallonato da Domenico Fantauzzo. A meta gara la vettura di Giliberti accusava qualche fastidio e Fantauzzo, che lo seguiva come un’ombra, lo scavalcava facendo ruggire fortemente il motore della sua fiammante 1900. Giliberti non ci stava e tento il tutto e per tutto per riagguantare il rivale, il quale vedendo riavvicinare l’avversario pigiò l’acceleratore a tavoletta.

Ormai la corsa era in pugno a Fantauzzo e sportivamente il pubblico trapanese cominciò ad applaudire anche all’indirizzo del palermitano. Fantauzzo si aggiudico il “1° Circuito di Kinisia” in 32’47” 7/10, alla media occhi di km 110,500. Alle sue spalle Giliberti la spuntava per una manciata di secondi sul beniamino locale Antonio De Filippo.

La seconda edizione al Circuito Kinisia

Il “2° Circuito di Kinisia” si dispute il 21 giugno 1953 e richiamo ai bordi della pista una folla immensa, ma la scarsa partecipazione di piloti incise molto sul lato tecnico della gara, sicché ne venne fuori una corsa senza mordente.

Lo spettacolo fu ravvivato soltanto a tratti da qualche duello, come quello tra il catanese Musmeci ed il trapanese Minore nella categoria fino a 2000cc. Fu fonte di stupore l’assenza di quasi tutti i piloti locali: al “via” dello starter c’erano soltanto Naselli, Minore e Sansica.

Gli altri trapanesi giustificarono la propria assenza in quanto a loro dire il percorso era piatto, troppo uniforme, con curve molto ampie e vetture molto diverse anche se di pari cilindrata.

Dunque il circuito di Kinisia nacque in partenza boicottato dagli stessi piloti trapanesi, che invero guardavano ad una corsa su un percorso interamente asfaltato e di natura varia, tant’e che diedero una indicazione ai dirigenti dell’Ac Trapani, indicando una gara che si snodasse lungo i tornanti di Pizzolungo, S. Andrea di Bonagia, Paparella, Trapani. Come dire il giro della montagna.

Per ritornare alla corsa di Kinisia possiamo dire che la categoria fino a 750 cc vide l’incontrastato dominio di Mario Salamone su Fiat 500 C, che copri i 75 chilometri in 50’32” alla media oraria di km 89,523. A contrastare il passo del palermitano ci penso l’agrigentino Gaetano Tropia su Fiat 500 C che si piazza alle sue spalle con un distacco di dieci secondi netti, Terzo il palermitano Francesco Toia, su Renault, con un distacco di 26 secondi.

La categoria 1100 cc

Nella categoria fino a 1100 cc, eliminato Delfino per guasto meccanico, la vittoria fu facile appannaggio di Nino D’Agata. Il catanese, su Fiat 1100, percorse i 95 chilometri del circuito in 56’03”, alla media oraria di km 100,982; al secondo posto arrivò Clemente Ravetto su Fiat 1100 in 57’43”; terzo Nicola Musmeci su Fiat 1100 in 57’44”; quarto Antonino Di Salvo su Fiat 1100 in 58’07”. Da rilevare che il giro più veloce in questa categoria fu quello dello sfortunato Delfino, che giro in 2’09”, alla media di 105.

Interessante ed emozionante per i 40.000 spettatori fu invece la corsa delle Alfa Romeo 1900, che vide il trapanese Toto Minore impegnato in un furioso inseguimento di Nicola Musmeci che si trovava in testa. Musmeci vedeva avvicinare Minore ed a questo punto il catanese chiese un maggiore sforzo alla sua vettura.

La stessa cosa fece il trapanese ed a questo punto gli applausi più scroscianti erano proprio per lui. Al 90′ giro, quando ormai ne mancavano soltanto cinque, sembrava che il miracolo potesse avverarsi. Minore era alle spalle di Musmeci, il quale sentiva il fiato dell’avversario. Ma Musumeci non ci stava a farsi superare. Il duello dei due piloti negli ultimi giri fu entusiasmante e senza colpi bassi. All’ultimo giro il catanese distanziò di cinque secondi il generosissimo Minore e vinse cosi il” 2° Circuito di Kinisia“.

Il gran finale

Il vincitore nel sollevare la Coppa al Circuito Kinisia volle accanto a se anche Minore.. Si chiudeva con questa immagine il sipario su una corsa di cui oggi molti protagonisti di allora non ricordano nemmeno I’anno di battesimo. Di quella manifestazione hanno soltanto sbiaditi ricordi