Mercato auto: la situazione in Sicilia dopo l’anno orribile

mercato auto

Mercato auto: in Sicilia perdita meno grave

I dati ufficiali relativi alle immatricolazioni del 2020, diffusi dal Ministero dei Trasporti nei giorni scorsi, e le successive elaborazioni dei centri studi delle associazioni di categoria – Anfia, Federauto, Unrae  – in Italia hanno confermato il pesante calo delle vendite per gli autoveicoli. Le consegne di nuove automobili nel 2020 sono risultate inferiori del 27,8 % (535mila unità rimaste invendute nei piazzali dei produttori o peggio ancora dei concessionari), con l’ultima pesante flessione registrata in dicembre (-15%). Risultato negativo – con le conseguenze anche per il gettito fiscale – fortemente condizionato dagli oltre due mesi e mezzi di lockdown in primavera e che i successivi incentivi governativi in estate hanno aiutato a rendere meno pesante. Fossero proseguiti gli ecobonus il segno meno avrebbe preceduto un valore forse dimezzato rispetto all’attuale

In Sicilia gli incentivi hanno aiutato a ridurre le perdite del mercato auto

province per mese

Gli ecobonus hanno funzionato meglio in Sicilia, mercato costituito soprattutto da modelli dei segmenti A (City Car) e B (utilitarie), e con un parco circolante fra i più vecchi del Paese, e quindi con clienti maggiormente interessati al risparmio sull’acquisto garantito dall’aiuto statale (e dei produttori) anche senza rottamazione. Si spiega anche – ma non solo – con questo effetto la ridotta flessione del mercato auto Sicilia (-21,62% nell’intero anno, -3,8% nell’ultimo mese del 2020), rispetto al resto del Paese. Complessivamente sull’Isola sono stati targati 53.849 veicoli contro i 68.700 del 2019.  E proprio nell’anno nel quale ci si attendeva un’ulteriore crescita si è tornati invece a valori simili agli anni più bui del moderno mercato dell’automobile. Dicembre ha chiuso con 5174 consegne contro le 5383 dello stesso mese del 2019.

I commenti dei Concessionari della Sicilia Occidentale…

Una flessione pesante – che ha riguardato l’intera filiera dell’automotive e non solo Concessionari e rivenditori – che le aziende meglio strutturate hanno assorbito limitando o azzerando del tutto le perdite, ma che certamente ad altri ha provocato danni difficilmente riparabili le cui conseguenze potrebbero emergere drammaticamente nei prossimi mesi.  “Noi usciamo indenni dal 2020 – afferma Giancarlo Bisconti amministratore di Gi.Bi. Auto a Palermo (concessionarie Dacia, Ford, Peugeot, Renault ed un totale di circa 7000 vendite compreso l’usato) – con una flessione contenuta nel 10%. Non abbiamo ottenuto utili caratteristici (relativi all’attività aziendale specifica ndr) ma abbiamo messo al sicuro il lavoro dei nostri 150 collaboratori fra dipendenti e agenti di commercio e garantito l’efficienza dei nostri servizi a tutti i clienti anche durante il lockdown“.

Giancarlo Bisconti
Giancarlo Bisconti
Francesco Di Girolamo
Francesco Di Giacomo

“A parte il periodo da dimenticare della chiusura totale – spiega Francesco Di Giacomo, Direttore del Motor Village Palermo (Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Jeep, Lancia) – i clienti sono tornati pian piano a visitare i saloni e ovviamente gli incentivi sono risultati il traino principale. Esauriti questi vi è stato nuovamente scarso traffico, complice anche una comunicazione confusa che non faceva capire se ci si poteva recare o meno nelle concessionarie. Dove invece tutte le misure precauzionali sono state immediatamente attivate. Gli ordini acquisiti durante l’estate li abbiamo evasi quasi completamente nel corso del mesi successivi e sino a dicembre. Per quanto ci riguarda i nostri numeri alla fine sono risultati accettabili. Contiamo di rifarci nel corso di questo nuovo anno grazie anche al lancio di nuovi prodotti e comunicazione mirata“.

…e quelli della Sicilia Orientale

Commenti in linea con i l oro colleghi da parte degli imprenditori del settore che operano nella parte orientale dell’Isola. Dice Davide Di Martino, Direttore Generale del Gruppo Comer Sud (concessionarie a Catania e Palermo): “gli incentivi hanno inciso maggiormente perché il nostro è mercato costituito soprattutto da city car e utilitarie quindi con clienti più sensibili al risparmio ed il parco circolante è mediamente più vecchio”.

Sergio Tumino
Sergio Tumino
Davide Di Martino
Davide Di Martino

Su questo punto gli fa eco  Sergio Tumino, Amministratore Unico del Gruppo ST (concessionarie a Ragusa e Siracusa). Il quale aggiunge: “il traffico nei saloni  è proseguito anche ad incentivi esauriti con un pubblico meno numeroso ma più determinato all’acquisto. La crescita, almeno nel territorio sul quale operiamo, ha interessato anche segmenti di mercato superiori a dimostrazione di una positiva voglia di reazione  indipendente dagli incentivi”.

Mercato auto 2020: com’è cambiato il comportamento dei clienti

La vivacità del mercato ha prodotto benefici anche ai produttori di modelli di lusso. “Noi ci siamo trovati addirittura indietro con le consegne di Mercedes per la ridotta produzione durante il lockdown ma anche delle Smart elettriche – sottolinea De Martino ma è andata bene anche Volkswagen (seconda solo a Fiat nel totale annuo fra le Marche ndr). Solo Nissan ha rallentato inizialmente ma nell’ultimo periodo gli ordini si sono incrementati. Credo che il peggio sia alle spalle”.

Ottimismo ragionato anche da parte di Sergio Tumino: “abbiamo mantenuto la quota di mercato dei marchi che rappresentiamo (Audi, Ford, Jaguar, Land Rover, Seat, Suzuki). Noi abbiamo fatto la nostra parte con iniziative e attività mirate, ma bisogna riconoscere che oggi l’accessibilità all’acquisto dell’auto nuova, ma pure dell’usato, è migliorata. L’automobile è tornata al centro dell’interesse per la mobilità”.                    

Le prospettive per il nuovo anno

La gente adesso aspetta gli incentivi (che saranno solo con rottamazione ndr), però c’è già qualche movimento positivo – spiega Di Giacomo la pubblicità ha colpito almeno la parte emozionale. Aspettiamo che ci si possa muovere e vedere come inizia gennaio. L’auspicio è che con questi incentivi si possa recuperare quanto perso nel 2020. Nel nostro salone la “star” è la nuova 500 Elettrica che stiamo vendendo bene e attrae pubblico

I nuovi incentivi con rottamazione – sottolinea invece Bisconti, la cui azienda opera anche sul territorio trapanese – saranno certamente un nuovo aiuto per il mercato auto, ma da solo non potrà essere sufficiente.  Le differenze di prezzo fra modelli con motori termici e ibride (di varia tipologia ndr) restano notevoli e non tutti possono permettersi questa spesa. Che resta importante per le famiglie pur con tutte le agevolazioni finanziarie oggi possibili“.

Il problema della rottamazione contingentata per singole partita iva

C’è  un problema che non si è riusciti a risolvere ma che,  ancora peggio, non c’è stato interesse ad affrontaredenuncia Biscontie riguarda il numero massimo di contratti con rottamazione che ogni singolo operatore può caricare quotidianamente sul sistema. Questa quota è ferma a 50 unità, ma penalizza fortemente aziende come la nostra (società unica con più marchi rappresentati), mentre offre maggiore libertà di azione a gruppi formati da più aziende. Il paradosso è che un nostro rivenditore può caricare più contratti rispetto a noi. Costretti spesso, per serietà e rispetto dei clienti, a rinunciare a completare una vendita ad acquisire un contrato. Abbiamo posto la questione a MISE (dicastero responsabile delle norme attuative ndr), rappresentanti di Camera e Senato, ma non siamo stati ascoltati. E’ una misura sbagliata che penalizza tante aziende del settore

I nuovi incentivi con rottamazione – prosegue l’imprenditore palermitano – saranno certamente un nuovo aiuto. Ma da solo non potrà essere sufficiente. Per noi operatori per limiti operativi come quella esposta prima, per i clienti perché le differenze di prezzo fra modelli con motori termici e ibride (di varia tipologia ndr) restano notevoli e non tutti possono permettersi questa spesa. Che resta importante per le famiglie. Pur con tutte le agevolazioni finanziarie oggi possibili“.

Per il mercato siciliano la contrazione maggiore – in termini percentuali – si è registrata a Palermo (-23,43). Quella minore a Trapani (-15,76). Nel corso dell’ultimo mese il segno positivo è tornato solo a Enna (18,89) e Siracusa (10,80).

dicembre province
dicembre sicilia
gennaio-dicembre province
gennaio-dicembre sicilia

Adesso si riparte con la spinta dei rinnovati ed ampliati incentivi. “Per noi è un passo avanti – dice Michele Crisci, Presidente di Unrae (Costruttori Esteri) – auspichiamo però che in Italia possa finalmente essere rivisto il sistema di detraibilità e deducibilità per i veicoli aziendali”.

I modelli più venduti in Italia nel 2020 per motorizzazione