Targa Florio: possibile accordo fra “Regione” e ACI

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Targa Florio: la proprietà del marchio potrebbe restare in Sicilia

La vicenda legata alla compravendita del marchio “Targa Florio”, di proprietà dell’Automobile Club Palermo costretto a vendere per saldare il debito con l’Automobile Club d’Italia, forse potrebbe ancora avere un lieto fine con l’acquisto da parte della Regione Siciliana invece dell’ACI.

Il cui Presidente Angelo Sticchi Damiani, fermamente determinato a diventare il nuovo proprietario della Targa Florio, nella scorsa primavera (come ha reso noto ieri l’altro, martedì 3 agosto, il quotidiano “Il Giornale di Sicilia”) ha premuto sull’acceleratore per chiudere la partita. Nella quale si è inserita però, a buon diritto, la Regione Siciliana finalmente pronta ad acquistare il marchio dall’AC Palermo.

Targa Florio: la Regione può ancora esercitare                la prelazione

Ciò anche se il termine per esercitare il diritto di prelazione da parte della  Regione Siciliana  sia scaduto lo scorso 14 giugno.  “C’è stato però un accordo fra le due parti  – assicura il Presidente dall’AC Palermo Angelo Pizzuto –  per condurre le relative valutazioni e scegliere la migliore soluzione in un rapporto di leale collaborazione“. Tradotto: se non è un braccio di ferro è un duello in punta di fioretto e sottili equilibri. Tanto che nessuno dei due Assessori Regionali che si stanno occupando nei rispettivi ruoli dell’affare Targa Florio Gaetano Armao (Bilancio) e Alberto Samonà (Beni Culturali) ha ritenuto di rispondere ad una nostra richiesta di chiarimenti.

La nuova data limite sarebbe pertanto scivolata al 14 novembre. Ovvero 90 giorni a partire dal 13 agosto termine entro il quale ACI avrebbe dovuto pagare l’importo promesso.

Se invece questo accordo non c’è o comunque non dovesse essere rispettato ACI potrebbe chiudere la partita e rovinare il Ferragosto agli appassionati ed ai cultori della Targa Florio. Ma questo non dovrebbe accadere anche perché la volontà di acquisto da parte dell’ACI è subordinato all’alleggerimento delle norme che regolano il vincolo. Ed in tal senso fra gli esponenti del Governo Regionale le posizioni sembrano discordanti. Ed in ogni caso rifare un decreto richiede tempo. Quel tempo che adesso ci sarebbe anche per soddisfare questa pretesa…

Acquisto del marchio: il nuovo scenario

Perché ACI dovrebbe rinunciare all’acquisto adesso che dopo anni di tira e molla sarebbe cosa fatta? Intanto perché questa sarebbe la volontà, seppur tardiva, della Regione Siciliana e ACI non può ignorarla senza che i rapporti fra i due enti possano risentirne. Ed in ballo non c’è solo la Targa Florio.

Del resto l’acquisto da parte della Regione Siciliana non esclude ACI che sarebbe invece l’ente designato per l’affidamento in gestione della Targa Florio, per un periodo molto lungo, a fronte del pagamento di un canone annuo di locazione.

E’ possibile pertanto immaginare che potrebbe essere la Regione Siciliana a versare all’ACI i 6,4 milioni necessari all’acquisto secondo la valutazione dell’advisor, per poi recuperare nel tempo parte o tutto dell’investimento attraverso il canone di locazione. L’importo necessario sarebbe già stato trovati ed accantonato – in un apposito capitolo – dall’Assessore Armao,  grazie al saldo positivo dei fondi per investimento. Pertanto non si tratta di somme “distratte” da altri e più importanti azioni di maggiore interesse sociale, in quanto indirizzate solo a questa specifica attività e che non si possono utilizzare diversamente.

La vendita del marchio alla Regione Siciliana permetterebbe all’AC Palermodi azzerare completamente l’esposizione debitoria nei confronti dell’ACI” aggiunge il Presidente del sodalizio palermitano  (a chi scrive invece nello scorso mese di gennaio Sticchi Damiani dichiarò che il debito era vicino agli otto milioni di euro, ma forse aveva esagerato…)

ACI incasserebbe pertanto 6.380.0000 euro cash invece di veder soltanto ridurre il proprio credito, ma senza di fatto incassare nulla nel caso acquistasse il marchio dall’AC Palermo.  Ente che in tal caso resterebbe ancora debitore di altri 2 milioni di euro ovvero quanto ACI sostiene di avere anticipato per sostenere la Targa Florio (Rally e Classica) a partire dal 2015.

Targa Florio: la speranza di un lieto fine

Numeri, cifre, pareri e notizie ufficiose quasi mai ufficiali spesso discordanti fra loro, silenzio assoluto dei protagonisti della vicenda. Complicata da seguire, difficile da spiegare senza perdersi in mille rivoli.

Vi è solo una certezza: la Targa Florio è proprietà materiale dell’AC Palermo e immateriale della Regione, ovvero di tutti i siciliani e tale deve restare. Con buona pace dell’ACI che per ricevene la gestione dovrà però spiegare una volta e per tutte, con chiarezza, in cosa consiste il “progetto di rilancio della Targa Florio” sin qui mai reso noto ma oggetto solo di dichiarazioni incomplete. Forse perché “il progetto” non esiste ancora. Un motivo in più per non cedere ad ACI la proprietà ma anche per riflettere sui termini della gestione e sulla necessità di mettere in sicurezza anche la continuità della numerazione con il rally e non certo con la “Classica”.

Forse siamo vicini alla parola “fine”. Nella speranza sia un lieto fine

                                                                                                        Dario Pennica