Motociclismo: domani alle 15 i funerali di Enzo Lombardo. Il ricordo

Enzo Lombardo

Lombardo, domani i funerali a Gravina di Catania

Saranno celebrati domani a Gravina di Catania, presso la Chiesa Sant’Antonio di Padova, i funerali di Vincenzo Lombardo, il plurititolato centauro catanese rimasto ucciso sabato pomeriggio in un incidente durante una consueta sessione di allenamento con la Honda 450, sul crossodromo Hi-Fly di Lentini (Siracusa). Vincenzo, “Enzo” per tutti, avrebbe compiuto 52 anni ad aprile. Lascia la moglie Renata Grippaldi e le figlie Francesca e Flavia.

Enzo Lombardo
Enzo Lombardo

Lombardo, il ricordo dell’uomo e del campione

Enzo,come mille altre volte, si era recato al crossodromo Hi-Fly di Lentini con la sua nuova Honda 450; la dinamica racconta che l’atterraggio di un salto gli sia stato fatale. Collaudatore in Pirelli, in quello che definiremmo il “team delle meraviglie” messo in piedi da Salvo Pennisi, siciliano ai vertici direzionali della Casa produttrice di pneumatici, uomo che ha avuto il coraggio di creare nella sua terra un centro di sperimentazione d’avanguardia, Enzo era approdato al sogno di ogni pilota al mondo dopo una lunga e brillante carriera nel fuoristrada. Ogniqualvolta il tam tam dei social ti porta notizie come questa, chi scrive quasi non crede possa essere vero, e ciò vale in particolare per Enzo Lombardo, perché un pilota come lui, anzi, un talento come lui, pensi non faccia già parte del pianeta terra, che sia una sorta di alieno per le capacità tecniche mostrate in tanti anni di motocross che gli valsero il soprannome di “Re della sabbia”.

E’ nelle sabbie che Enzo mostrava il meglio di se: gli anni ’90 erano gli anni dei Supermarecross, competizioni crossistiche che si svolgevano su tracciati ricavati nelle più belle spiagge del Sud Italia. Fisico imponente, un sorriso sempre in volto, anche quando le cose non andavano per l verso giusto, Enzo prima che Campione era un grand’uomo per gentilezza e disponibilità verso tutti, che fossero amici o avversari in pista, in quei tempi dove ancora le due “figure” si sovrapponevano e dopo essersele date di santa ragione, con un cronometro come giudice, si finiva tutti insieme a tavola.

Uno che non mollava mai, per davvero, a rimarcarlo l’ultimo titolo in ordine di tempo, nel 2020, nel Campionato Italiano Veteran. Ed anche quando Enzo “affacciava” nell’enduro, a tutti era chiaro che una posizione del podio per quella giornata era bella che saltata: spesso con lui in gara i “conti” venivano fatti dal secondo gradino in giù. Di piloti forti, per davvero, in Sicilia ne abbiamo avuti tanti, alcuni “acerbi” quando Enzo era all’apice dei risultati, maturati comunque durante il suo regno, altri suoi degni avversari.

Mi piace ricordare tra i tanti Oreste Valenti, Eros Doria, Tonino Abramo, Antonio Mancuso, Giovanni Bertuccelli, Marco Mainardi e mi scusino i tanti altri che non cito perché lungo sarebbe l’elenco anche se per le masse il siciliano più famoso è certamente Tony Cairoli ma tutti hanno sempre guardato ad Enzo come un punto di riferimento, il pilota da battere o l’idolo cui seguire per ispirazione, incluso il nostro nove volte iridato Mondiale nel cross. Non mi va di scrivere che Enzo non sia più tra noi perché comunque le pagine di storia che ha scritto nel nostro “piccolo mondo antico”, come ho sempre amato definire lo sport motoristico siciliano, resteranno vive e ci accompagneranno sempre, così come il suo sorriso pulito. Solo un’ultimo pensiero: spero di non sentirmi mai dire la frase “ in fondo è morto facendo quello che gli piaceva fare” perché le parole “morte” e “piacere” nella stessa frase non possono e non dovrebbero mai coesistere. Ciao Enzo.

Fabio Di Giorgi