Targa Florio: ACI ad un passo dalla proprietà

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Targa Florio

AC Palermo nella bufera

L’Automobile Club d’Italia nel Comitato Esecutivo dello scorso 23 marzo ha deliberato la richiesta al Ministero dei Beni Culturali (vigilante sulle attività dell’ACI) di commissariamento dell’Automobile Club Palermo. L’eventuali conseguenze non sono immediate: il Ministero aprirà un’ istruttoria e sulle risultanze di questa deciderà se accettare (come probabile) o meno la richiesta di ACI. In tal caso verrà individuato un Commissario Straordinario (il cui nome per consuetudine Aci ha anche facoltà di segnalare), e che sarà il terzo dal ‘94 ad oggi, al quale verrà demandato il compito di verificare la possibilità di riparare ai motivi che porterebbero allo scioglimento del Consiglio Direttivo (rinnovato lo scorso dicembre e che dovrebbe restare in carica sino al 2025) oppure proporre lo scioglimento definitivo dell’ente fondato nel 1913 da Vincenzo Florio. Ipotesi plausibile considerato che AC Palermo ha un debito oggi milionario – di antiche origini e cresciuto nel tempo – nei confronti di ACI, la cui entità non è ufficialmente conosciuta ed oscilla  fra i 6,5 ed i 9 milioni di euro a seconda delle fonti. In aggiunta a questo pare non sia stata verificato una procedura di effettivo risanamento. Ipotesi che da AC Palermo invece si contesta avendo chiuso in attivo gli ultimi esercizi.  Se ne saprà qualcosa quando sul sito dello stesso ente verrà finalmente pubblicata la delibera presumibilmente entro fine aprile (l’ACI ha 30 giorni di tempo per rendere trasparenti i propri atti…)

Sticchi-Pizzuto: c’eravamo tanto amati…

Quanto già accaduto ed a prescindere da come si concluderà sancisce la fine dell’apparente “idillio”  fra il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani e quello dell’AC Palermo Angelo Pizzuto. Rapporto che invece era iniziato in maniera burrascosa quando Pizzuto assunse per la prima volta – nel 2014 – alla Presidenza del sodalizio di via delle Alpi, salvo poi vederli proseguire in sintonia. Evidentemente era cambiato qualcosa. Forse proprio la compravendita della Targa Florio era stato lo strumento della sopravvenuta armonia.

…adesso è scoppiata la “guerra”

Così come le lungaggini per la definizione della compravendita del marchio sembrano la causa della “guerra” scatenata dalla sede centrale contro l’AC provinciale. I rapporti sono divenuti via via più tesi, sino ad un vero e proprio scontro verbale fra i due Presidenti avvenuto nello scorso mese di ottobre a margine della “Classica”, sfociato ieri – in aggiunta alla proceduta di Commissariamento – nella contestazione pervenuta all’AC Palermo da parte di ACI con la quale si ritengono privi dei requisiti per la loro elezione i consiglieri Salvatore Riolo (vice Presidente) e Salvatore Requirez. Nello stesso tempo l’altro consigliere, Ciro Barbaccia, ha rassegnato le proprie dimissioni (che debbono però essere accolte e che comunque non producono effetto fino all’avvenuta sostituzione). Vista così l’AC Palermo non avrebbe pertanto un Consiglio Direttivo in carica e le funzioni verrebbero assunte – come da legge – dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti Angela Di Stefano. L’effettiva decadenza deve però essere pronunciata da un organo superiore (Tribunale o equivalente) pertanto ed al momento nulla è variato. E ovviamente i Consiglieri si preparano a difendere la carica acquisita.

 

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Il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani
il Presidente dell’AC Palermo, Angelo Pizzuto

L’affare Targa Florio scombinato dal vincolo

Pomo della discordia, aldilà delle motivazioni per chiedere il Commissariamento e nelle more tentare di far decadere il Consiglio Direttivo, sono le lungaggini per chiudere l’affare in corso. Il cui avvio risale alla fine del 2017 e che venne rivelato ad inizio 2018  dalla nostra rivista. Affare inizialmente smentito dall’AC Palermo e invece sempre confermato dall’ACI. Da allora, anche in conseguenza del sollevamento popolare, la compravendita non si è conclusa. Sembrava si fosse giunto all’ epilogo a metà dello scorso anno ma il vincolo della Soprintendenza della Regione Siciliana ha sparigliato le carte. E forse anche i progetti dell’ACI. E così iniziato un imbarazzante balletto di “la compro, non la compro” da parte dell’ACI che pretendeva l’abolizione o comunque l’alleggerimento dei vincoli con motivazioni incomprensibili. Cosi come i proclami di presunto rilancio da parte dell’ACI. Mai spiegati è mai chiariti ma sempre dribblati. Al punto da far pensare che in concreto non c’era, non c’è, nessun progetto di rilancio ma solo la “voglia matta” di diventare proprietari del marchio.  Adesso tardando il promesso acquisto del marchio da parte della Regione (anche qui con spiegazioni  contrastanti riguardo la disponibilità dei 6,4 milioni di euro necessari) l’ACI ha perso la pazienza ed ha intanto deciso di mandare a casa gli attuali Consiglieri (il ché seppure con motivazioni probabilmente legittime appare come una “punizione”…) ed acquistare essa il marchio Targa Florio così come avrebbe già potuto fare da molti mesi. Forse senza neppure attendere l’arrivo dell’eventuale Commissario.

Sicilia Motori
La copertina del numero di gennaio-febbraio 2018 di Sicilia Motori

Cos’accadrà adesso?

Il rally in programma fra meno di un mese potrebbe essere a rischio se le procedure di scioglimento fossero più rapide del previsto. E’ già accaduto nell’ormai lontano 1994 quando gli equipaggi erano già in Sicilia per la disputa della Targa Florio Rally n.78 ed invece alla vigilia delle verifiche la corsa venne rinviata proprio perché mancava il legale rappresentante dell’Ente il cui Consiglio era stato appena commissariato (la corsa di disputò poi in novembre). Se invece notifica del decreto di scioglimento, nomina e accettazione da parte del Commissario avranno i normali tempi della burocrazia non dovrebbero esserci ostacoli per lo svolgimento del rally. Le novità semmai verranno dopo ed a nostro avviso non saranno positive. Quando l’ACI eserciterà in via definitiva l’opzione di acquisto che aveva sospeso in attesa della Regione e nessuno potrà opporsi. Cosa ne sarà dell’Automobile Club Palermo, se avrà un futuro o meno al termine dei sei mesi di gestione commissariale (con possibile proroga per altri sei mesi), potrebbe non essere importante per l’opinione pubblica, ma cos’accadrà alla Targa Florio e cosa ne vorranno fare i nuovi proprietari, è certamente di pubblico interesse.

Targa Florio: forse il futuro è legato solo alla Classica

L’ACI attraverso il suo braccio operativo, la SpA AciSport (soggetto giuridico differente dalla federazione AciSport ch’è una sorte di divisione dell’Automobile Club d’Italia), ha mostrato interesse solo per la versione “Classica” della corsa su strada più antica del mondo. Ovvero un raduno di auto d’epoca sin qui neppure lontanamente paragonabile in quantità e qualità alla “Mille Miglia”,  con l’aggiunta delle Ferrari, con prove di regolarità, che risulta una copia – neppure migliore – di altre manifestazioni simili (il “Giro di Sicilia” organizzato dal Veteran Car Club Palermo sotto l’egida dell’ASI primo fra tutti).  Viene utilizzato il nome ed il prestigio del marchio Targa Florio ma questa non è neppure lontana parente della corsa vera e propria. Tanto è l’interesse che di recente l’AD della spa e factotum della “Classica”, Marco Rogano, ha individuato nel ritrovato Ippodromo della Favorita la sede per le prossime quattro edizioni (2023-2027) della “Classica” che quindi da prossimo anno rinuncerebbe all’ospitalità dell’Università di Palermo. Dove invece avrà nuovamente sede delle operazioni preliminari e la partenza della prossima edizione in programma dal 13 al 16 ottobre.                                                                                Di contro già dallo scorso anno Aci e AciSport hanno “mollato” il rally che invece nel 2013 si erano presi in co-gestione assicurandone la continuità.  Sticchi Damiani ha sempre dichiarato che ACI ha sopportato perdite per 2 milioni di euro (importo che rientrava nei conti da pareggiare fra ACI e AC Palermo nel computo del valore della “Targa” generosamente attribuito dal secondo Advisor scelto da Aci) per sostenere il rally e compreso la mega-organizzazione per gli eventi del 2016 che celebrarono i 100 anni della corsa. Vi era stato però il munifico intervento di sponsorizzazioner dell’allora FCA che con i marchi Alfa Romeo e Abarth pare abbia investito la stessa somma. Peccato che poi Alfa Romeo abbia abbandonato la Targa Florio virando sulla “Mille Miglia”

A rischio il proseguo del rally

Dato questo scenario appaiono fondati i dubbi sulla volontà di ACI  di insistere sul rally, e che pertanto quella del prossimo mese – se effettivamente si svolgerà – potrebbe essere l’ultima edizione della Targa-Rally (magari il rally potrebbe resistere ma tornare alla semplice denominazione originaria di Rally di Sicilia… e chissà se ancora Internazionale), mentre la numerazione progressiva potrebbe passare alla Targa Florio Classica.            In effetti sarebbe un forte richiamo per i collezionisti ed i regolaristi – i quali poi potrebbero tentare di inserire il proprio nome nel prestigioso albo d’oro di fianco a quello di piloti veri e leggendari – ma risulterebbe un vero scempio per la storia e per la tradizione della corsa madonita.                                                                                                          Sarebbe questo il tanto strombazzato “progetto di rilancio” della Targa Florio?                  E questa la “cosa”che dovrebbe far tornare ad antichi fasti la corsa più antica del mondo? Declassare una corsa eroica in una “cosa” per facoltosi possessori di auto d’epoca? Un circolo esclusivo che permetterebbe a pochi di trascorrere qualche giorno di vacanza in giro per l’Isola? Con i siciliani spettatori in senso lato e figurato?

Targa Florio: ultimo appello alla politica

Bisogna impedirlo. Ma giunti a questo punto può tentare di fare qualcosa soltanto la politica. La stessa che sin qui ha fatto poco e male (a parte il vincolo ch’è stata l’unica mossa azzeccata seppure presenta qualche lacuna che lascia maglie aperte di interpretazione che potrebbero nuocere alla Targa). Chiaro che il bilancio della Regione ha necessità ben maggiori e più importanti per la collettività del futuro della Targa Florio, ma il futuro passa pure attraverso le opportunità che questo bene potrebbe assicurare ai territori, agli operatori di settore, all’intera Isola. E non solo in termini di promozione ma proprio come stimolo diretto alle attività produttive. Se la Regione, la Città Metropolitana ed il Comune di Palermo, i comuni delle Madonie e di Termini Imerese (dove c’è fervore per un possibile maxi-finanziamento da investire per il recupero di Floriopoli) non saranno capaci di impedire quanto si prospetta saranno responsabili di un clamoroso errore.

Targa Florio: vincitori e vinti

Appare chiaro che  il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani si appresta a vincere la sua “battaglia”, che a tratti è sembrata quasi personale, e la Sicilia tutta ha perso. Perdono in particolare, anche e soprattutto in dignità, quei siciliani plaudenti che in cambio o nella speranza di un pass, di un invito ad una cena di gala, di una qualche collaborazione sono pronti a “correre in soccorso del vincitore” come nelle peggiori tradizioni.                  E’ singolare come in queste ultime ore si autoproclamino “salvatori della Patria” attribuendosi improbabili meriti taluni che mai ci sono stati. Leggere del Sottosegretario Cancelleri che riferisce di “opportunità” (quali? Per chi?) da sviluppare in sintonia con l’ACI con Sticchi Damiani che riferendosi a Floriopoli (ed è stato offensivo che Minardi a Taormina abbia ritenuto di spiegare lui a noi siciliani che questa struttura andava difesa… sic”!) ne parla quasi da nuovo proprietario. Dimentico, per un attimo, che Floriopoli è proprietà della Città Metropolitana di Palermo non più dell’AC Palermo

Nessuna dichiarazione ufficiale

Ovviamente prima di scrivere queste righe ho cercato il Presidente dell’ACI ma al momento di pubblicare non ho ottenuto nessuna risposta, così come il Presidente della Commissione Rallies Daniele Settimo per saperne di più sulla situazione del rally Targa Florio ma questi ha rinviato a domani una sua dichiarazione in proposito. L’attendiamo. Parlano invece, anche molto volentieri, Pizzuto e Riolo ma personalmente avrei preferito che avessero ascoltato di più e sin dall’inizio il grido d’allarme – e soprattutto di dolore – di Sicilia Motori e degli appassionati e strenui difensori della Targa Florio. Chissà forse oggi la situazione poteva essere differente e fermo restando la necessità di cedere il marchio all’ACI per sanare la posizione debitoria dell’AC Palermo, per la Sicilia ed i siciliani poteva esserci la dovuta contropartita.

Dario Pennica