McLaren è un film documentario che racconta la storia dell’uomo che ha creato la scuderia di Woking 

McLaren è stato realizzato grazie al contributo di piloti contemporanei a Bruce McLaren (interpreato da Dwaune Cameron) quali Emerson Fittipaldi, Alastair Caldwell, Chris Amon, Howden Ganley, Mario Andretti, Dan Gurney, Lothar Motshchenbacher e Sir Jackie Stewart. 

McLarenInoltre il regista ha potuto accedere a materiale multimediale di proprietà della famiglia McLaren. La quantità di materiale di archivio è pertanto eccellente e le scene ricreate si fondono perfettamente. Così commenta il film uno dei più stretti collaboratori della McLaren: “I ricordi personali delle persone meravigliose che hanno interpretato una parte così importante della storia. Hanno mostrato l’amore e il rispetto per l’uomo che è stata la loro ispirazione. Far parte del team della famiglia McLaren è stato qualcosa di estremamente speciale per tutti quelli coinvolti sin dal primo giorno. Questo è stato magnificamente e abilmente mostrato sullo schermo e senza dubbio questa dedizione alla perfezione continua oggi a Woking. Una storia evocativa ed emozionante. Senza dubbio un film da vedere”, 

Il commento di uno spettatore: “Bruce McLaren è stato un uomo straordinario, innovativo e di successo. E’  stata una grande perdita per il Motorsport ma la sua eredità è tangibile oggi”.

La critica: “Un grande film per tutti coloro che hanno amato il il motorsport degli anni ‘60, ‘70 e ‘80. Vedere in azione piloti come Jim Clark, Graham Hill, Jackie Stewart, Jack Brabham è stato straordinario”. L’inizio del film è lento, ma cresce man mano. Ed il finale con la rassegna di tutte le auto costruite nel corso degli anni è davvero emozionante. Come la sequenza dello showroom McLaren. Dal primissimo modello ad alcune delle ultime supercar insieme alle auto da competizione.

BRUCE MCLAREN: LA BIOGRAFIA

Bruce McLaren (1937-1970) era un ragazzo di umili origini che è riuscito a realizzare il proprio sogno, diventando lui stesso un Campione, fondando la sua scuderia nel ‘63. I genitori avevano una officina e stazione di servizio in un piccolo centro vicino ad Aukland. Morì il 2 giugno del 1970 a Goodwood mentre provava la sua Can-Am.

A nove anni venne colpito da una malattia, che secondo i medici gli avrebbe impedito di camminare. Ma dopo due anni di trazione, riprese la sua vita normale. Inizio a gareggiare a 15 anni con un’Austin preparata dal padre, poi passò alle monoposto. Nel‘57, notato da Jack Brabham, vinse una selezione di piloti neo-zeolandesi per andare a correre in Europa e arrivò alla Cooper dove restò per sette anni. Nel ‘59 (a 22 anni) vinse il GP degli Stati Uniti. E’ stato uno dei dieci piloti più giovani della storia ad avere vinto un Gran Premio di F. 1.

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