Targa Florio, la ricerca scientifica entra nel motorsport con UNIPA
Notizie - Pubblicato il 05 Maggio 2026 - 14:19
Targa Florio, gli eventi collaterali della 110° edizione
La 110ª edizione della Targa Florio amplia il proprio raggio d’azione affiancando all’aspetto sportivo un progetto di ricerca applicata al motorsport. In occasione della gara in programma dall’11 al 16 maggio, l’Università degli Studi di Palermo, attraverso la Scuola di Medicina, avvia uno studio multidisciplinare dedicato alla performance e alla salute di piloti e navigatori.
L’iniziativa è coordinata dal professor Alessandro Giuseppe Scardina e coinvolge un team di ricercatori impegnati nell’analisi degli effetti dello stress da competizione sull’organismo. L’obiettivo è valutare in che misura l’attività agonistica possa incidere su funzioni fondamentali come masticazione, fonazione e deglutizione, oltre che sul benessere generale degli equipaggi impegnati nelle prove speciali.
Targa Florio, tanto oltre la gara
La raccolta dei dati avverrà direttamente durante la manifestazione, con il coinvolgimento volontario dei concorrenti. Le attività previste comprendono test non invasivi nelle giornate precedenti la gara, tra cui valutazioni elettromiografiche dei muscoli dell’apparato stomatognatico. Durante la competizione, invece, verrà utilizzato un dispositivo applicato esternamente in corrispondenza della guancia, in grado di monitorare la funzione muscolare nel corso dello shakedown, delle prove speciali e dei trasferimenti.
Si tratta di un approccio innovativo per il contesto rallystico, che punta a integrare l’analisi scientifica con l’esperienza sportiva sul campo. I dati raccolti potranno contribuire a migliorare la conoscenza delle sollecitazioni fisiche a cui sono sottoposti i piloti, offrendo al tempo stesso un riscontro diretto agli stessi partecipanti sul proprio stato funzionale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro più ampio della Targa Florio, evento che unisce tradizione sportiva e attività collaterali, coinvolgendo ambiti diversi tra cui cultura, formazione e ricerca. In questo caso, il motorsport diventa terreno di studio per comprendere meglio le dinamiche fisiologiche legate alla competizione, con possibili applicazioni anche in altri contesti sportivi.
