AC Palermo: la Cassazione chiude le contestazioni sull’elezioni

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La Corte Suprema ha chiarito che il ricorso sull’eventuale mancanza dei requisiti per la candidatura andava presentato al Tribunale Civile e non a quello Amministrativo. Il mandato dell’attuale Consiglio Direttivo scadrà nel gennaio del 2018 e dunque non vi sono i tempi per arrivare a sentenza

La Cassazione, con sentenza pronunciata lo scorso martedì 21 luglio, ha chiuso –  probabilmente in via definitiva pur non essendo entrata nel merito –  la querelle relativa alla presunta mancanza del requisito (un anno di iscrizione) per la candidatura a Consiglio Direttivo dell’Ente dei soci Mario De Luca, Angelo Pizzuto, e Fabio Lo Sicco. Tutti e tre risultati poi eletti il 23 dicembre 2013

La Corte Suprema a sezioni riunite  ha chiarito che i ricorrenti (i soci Salvatore Barraco, Mario Ravetto, Marco Runfola), si sarebbero dovuti rivolgere al Tribunale ordinario invece che a quello Amministrativo. 

Allo stato pertanto, non essendo in precedenza stato rilevato proprio dal TAR (del quale la Cassazione ha ribadito la competenza relativamente alle procedure) nessuna irregolarità sia nella convocazione sia nello svolgimento dell’elezioni, il risultato di queste resta valido e pertanto l’attuale Consiglio Direttivo (Presieduto da Pizzuto, vice-Presidente Lo Sicco, e componente De Luca) può proseguire il proprio mandato. Che avrà termine naturale nel gennaio del 2018. E’ pertanto escluso – di fatto – che qualora questi stessi, o altri, soci dell’AC Palermo volessero insistere, rivolgendosi al Tribunale civile, considerati gli attuali tempi della giustizia qualunque sentenza arriverebbe troppo tardi.