Si ridà finalmente dignità al marchio Alfa Romeo sia per i prodotti (Stelvio su tutti) che per il clamoroso ritorno in Formula 1. Cominciamo dall’evento sportivo.

di Vincenzo Bajardi

Marchionne l’ad di Fca l’ha svelata ad Arese definendo l’operazione <una figata> e che si aspetta una macchina competitiva anche se quest’anno la Sauber ha collezionato solo 5 punti in 20 GP. Cupolone amaranto sul quale spicca in formato maxi il marchio del Biscione, il resto della monoposto in bianco con inserti blù e, sul muso, ancora lo stemma. In poche parole abbiamo spiegato il primo concreto passo del rientro dopo 30 anni dall’apparizione come motorista delle Osella di Tarquini, Caffi e Fortini. Ma dietro a questa operazione ci sono stati il lancio di Giulia e di Stelvio per poi planare nel mondo dei GP. Sono 150 i Club Alfa nel mondo. Ma non è mancato chi ha voluto definire <una pura operazione commerciale> il ritorno dell’Alfa Romeo in F1. Sbagliando in pieno nella sua valutazione. Marchionne ha voluto ridare ad Alfa il palcoscenico che le spetta, riportando alla luce il mito di Alfa nelle corse, di un marchio premium che è il simbolo del migliore know-how tecnologico italiano e del migliore spirito creativo del Paese. Due anni e mezzo addietro si sono festeggiati ad Arese i 105 anni dalla fondazione ma anche la rinascita del brand, di cui la Giulia rappresentava il modello del nuovo corso. <Restituiamo alla F1 un pezzo importante della storia della F1 stessa e l’accordo con Sauber permette tutto questo. Oggi il marchio è tornato ad essere fedele a se stesso. Giulia e Stelvio sono di nuovo pure e autentiche Alfa Romeo, una Giulia che ha collezionato più di 100 premi a livello internazionale, l’ultimo dei quali arrivato dal Nord merica dove ha vinto il prestigioso titolo di Car of the Year 2018>.

Festa ad Arese

Al Museo c’erano, per il battesimo, John Elkann con la moglie Lavinia, Jean Todt che ha rivendicato di essere stato, quando era in Ferrari, il primo a fornire i motori a Sauber nel 1992. Poi ancora gli ex piloti di Alfa in F1 e coi Prototipi, Andrea de Adamich, Bruno Giacomelli, Mauro Baldi, Riccardo Patrese, ultimo a conquistare a Monza un podio nell’84 col Biscione ed ancora Nicola Larini, re del DTM nel ’93 con la 155. Fra gli ospiti, il team principal Sauber, Frederic Vasseur ed il proprietario Pasqual Picci e ovviamente Chase Carey, il nuovo boss della F1 al quale Marchionne ha fatto intendere che le nozze con sauber non allentano la posizione politica e che <la minaccia che la Ferrari esca dal circuito è quanto mai seria>. L’accordo con Sauber scadrà nel 2020-2021 e in quella data il Cavallino potrebbe rientrare ai box definitivamente. <Non si possono render tutte uguali le F1 al punto di non riconoscerle dal punto di vista tecnico. Se sarà così Ferrari prenderà altre strade e si porterà dietro Sauber>. Anche perchè una stagione con 21 GP da affrontare con tre motori è un controsenso. Qualcuno giura di avere visto girare a Balocco una monoposto elettrica. Che ci sia dietro una voglia di competere anche nella Formula E? Per la cronaca il 14 aprile si correrà a Roma, all’Eur, una corsa…silenziosa>.

Sauber-Alfa-Ferrari

I piloti Charles Leclerc e Marcus Ericsson

L’accordo Sauber-Alfa coinvolge ovviamente la Ferrari che fornirà le power unit: <Nel 2018 saranno ancora marchiate Ferrari, poi si deciderà>. Stesse versioni e uguali step evlìolutivi delle Rosse, che conserveranno il Quadrifoglio sulle fiancate. In Svizzera arriveranno cambi e sospensione posteriore ed altri accessori motoristici. A guidarle saranno il monegasco Charles Leclere fresco della vittoria in F2 e lo svedese Marcus Ericsson. In panchina rimarrà Antonio Giovinazzi (ma riserva Ferrari). Quello che più preme adesso è portare a casa i risultati. E’ necessario fare bene da subito. Alfa Romeo, diciamolo con franchezza, ha firmato una partnership bella e romantica quanto si vuole ma piena di rischi. Va pure osservato che la Mercedes è entrata in F1 attraverso la Sauber. Anche Bmw ha fatto una brevissima apparizione. Come ha scritto Pino Allievi sulla Gazzetta dello Sport: <Sauber riparte da zero, l’Alfa pure>. Sauber debutterà il 26 febbraio nei test a Barcellona.

Tentazione Tridente

Anche lo storico marchio della Maserati potrebbe ritornare in pista. Ma la strada è ancora molto lunga da percorrere. A parere di molti addetti ai lavori si vorrebbe riproporre l’identico format Alfa-Sauber. Ossia le nozze con un partner affidabile e fari accesi sul team Haas (un big nel campo delle macchine industriali) con il quale Maranello ha una forte alleanza, team che già nel 2015 aveva intenzione di entrare in F1. Anche in questo caso Ferrari fornirebbe le power unit ed una partnership tecnica con una drappello di giovani ingegneri dati in prestito. Non dimentichiamo quando Manuel Fangio con la 250F vinse il Mondiale nel 1957 con una straordinaria vittoria al Nurburgring.

Ritorna il GP Francia

Dopo 10 anni di assenza dal Circus, ritorna il GP Francia: si disputerà il 24 giugno a Le Castellet. Un circuito dove la Ferrari ha vinto nelle ultime tre edizioni. Non solo Massa è stato protagonista dell’ultima vittoria firmata nel 2008. Il record complessivo di successi appartiene ancora a Michael Schumacher che in Francia fu primo per otto volte tra il 1994 e il 2006, a Magny Cours, due volte con la Benetton e successivamente con la Rossa. L’ultima vittoria nel 1990 sorrise ad Alain Prost. Sfogliando l’album dei ricordi al Paul Ricard si registrò la superiorità della 312 T2 firmata da Mauro Forghieri ed il titolo mondiale di Niki Lauda: l’austriaco nel ’75 superando il rivale Hunt, vinse un GP che lo rilanciò alla conquista del titolo. Ma non va dimenticata la strepitosa vittoria a Reims di Giancarlo Baghetti nel 1961 al suo esordio in F1 con la Ferrari e la dolorosa scomparsa sul circuito Le Castellet, nel 1986 del romano Elio De Angelis in occasione di un test privato (perse il controllo della sua Brabham a causa del distacco dell’alettone posteriore): e i piloti chiesero ed ottennero più sicurezza alla Fia.

Stelvio Quadrifoglio

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio Verde

E’ il Suv più veloce al mondo quello dell’Alfa Stelvio Quadrifoglio, motore V6 biturbo da 2,9 litri, 510 cv, cambio automatico a 8 marce, trazione integrale Q4, 283 kmh, consumo medio di 9 litri x 100 km, accelerazione da 0 a 100 orari in 3″8, emissioni di C02 di 210 gr/km) prezzo 95.000 euro. <I numeri in valore assoluto  – ha scritto Pasquale Di Santillo sul Corriere dello Sport-Stadio – dicono però Lamborghini Urus (V8 biturbo da 4 litri, cambio automatico a 8 rapporti, trazione integrale, 305 orari, accelerazione 0-100 km/h in 3″6, consumo medio di 12,7 litri x 100 km, emissioni di C02 di 290 gr/km) ma il record firmato da Stelvio al Nurbungring ne promuovono la dinamicità. Stelvio nei 180 km del test a Dubai si è dimostrato potente, velocissima con un cambio ZF a 8 marce con cambiate in 150 millesimi di secondi, capace di far sentire con il sound giusto e senza arroganza i 510 cv e la sua coppia da 600Nm. Dinamica e agile Stelvio ha stupito per stabilità e fluidità di marcia nell discesa vorticosa della Jebel Jais, vetta di 1934 metri, mito dei ciclisti, grazie alla trazione Q4. L’assetto complessivo va evidenziato insieme ai sofisticati sistemi di sicurezza, sterzo preciso, interni di qualità con materiali pregiati come l’Alcantara, connettività al top>. Per la stampa italiana solo 12 inviti in questo test internazionale.