Targa Florio: l’esito dell’incontro di Punta Raisi

Targa Florio: la prima notizia è buona. Il rally (103° edizione della manifestazione) si svolgerà regolarmente a maggio (11-13). Probabilmente tornerà ad organizzarla direttamente l’AC Palermo (proprietaria del marchio), ma l’Automobile Club d’Italia – che non è ancora detto interverrà con il proprio braccio operativo, la spa AciSport, come nell’edizioni precedenti (ma alla fine abbiamo impressione che ci sarà) – si è impegnata a contribuire economicamente per ripianare eventuali perdite, qualora non si dovesse ottenere il pareggio delle spese (250 mila euro la previsione) con le entrate da tasse di iscrizione (stimate in almeno 100mila euro), contributo regionale (altri 100mila), e pubblicità.  Però dovranno fare in fretta perché ormai siamo a poco più di tre mesi dalla gara.  Allarme dunque rientrato. Speriamo.

IL FUTURO DELLA TARGA FLORIO SECONDO ACI…

Le altre notizie invece sono confuse e tutte con aria di provvisorietà. Era nota e certa, ed è stata ulteriormente confermata,  la volontà dell’Automobile Club d’Italia di acquistare a titolo definitivo il marchio “Targa Florio“. Il Presidente ACI Angelo Sticchi Damiani ha specificato anche che l’interesse maggiore è per la versione “Classica” (jn programma ad ottobre).  Ovvero un semplice raduno per auto d’epoca con prove di regolarità. Un “surrogato” della corsa vera. Già la formula rally non soddisfa i palati sopraffini (ma la corsa di velocità era ormai improponibile sin dagli anni ’70), che considerano finita la “Targa” nel 1977, figuriamoci vedere adesso la corsa più antica del mondo e anche una delle più fascinose, declassate a passerella per collezionisti.

…NON PIACE AL COMITATO PRO-TARGA MADONIE ED AGLI APPASSIONATI

Non se ne parla proprio“!. Lo hanno detto in maniera chiara i rappresentanti del Comitato Pro-Targa Madonie, al pluri-Presidente (di ACI e della Federazione AciSport), che hanno incontrato ieri pomeriggio in una saletta dell’aeroporto di Punta Raisi. Dove Sticchi Damiani è arrivato alle 14.30 con un volo da Roma per ripartire nello stesso pomeriggio, dopo un paio di ore di serrato confronto. “Sereno seppure animato” come è trapelato. Con i rappresentanti del Comitato c’erano pure i Sindaci di Campofelice di Roccella e Collesano (Taravella e Meli,  a titolo personale aderiscono al Comitato), e che con loro portavano l’opinione dei primi cittadini di altre città delle Madonie. L’iter per l’eventuale vendita (sulla quale i presenti hanno avuto l’impressione che il Presidente dell’AC Palermo Angelo Pizzuto abbia adesso tirato il freno a mano,  forse anche a seguito della pressione e del malumore che serpeggia fra gli appassionati ed i cultori della Targa Florio), è fermo in attesa della valutazione del marchio da parte dell’advisor. Se l’affare (che tale non appare per la Sicilia), dovesse andare in porto, ACI punterebbe quindi sulla “regolarità” per fare proseguire la numerazione anche perchè secondo Sticchi Damiani il “futuro dei rallies si prospetta difficile“.

PICCOLO CIRCUITO: UN IPOTESI SUGGESTIVA…

Ipotesi plausibile, seppure lontana nel tempo, così da essere stata indicata un’altra soluzione, altrettanto futuribile ma assai più suggestiva e valida anche sotto il profilo della spettacolarità e dell’agonismo: “tornare sui 72 km. del Piccolo Circuito delle Madonie”. Lo ha proposto a Sticchi Damiani il pilota-preparatore “Mimmo” Guagliardo (presente all’incontro), invitandolo ad adoperarsi “affinché possano essere ripristinate le strade anche per la viabilità ordinaria, ed allora si potrebbe pensare ad una gara per vetture storiche (magari riservata solo ai modelli che hanno effettivamente disputato almeno un edizione della corsa di velocità n.d.r), con neutralizzazione nell’attraversamento dei centri abitati“. Sembra fantascienza (il nostro mensile ne ipotizzò la fattibilità proprio a Sticchi Damiani nel 2015 alla vigilia delle 100° edizione, ma poi le strade vennero inghiottite dall’incuria), eppure la pur breve esibizione da Floriopoli (nel contempo di nuovo caduta nel dimenticatoio e che intanto è rientrata nella disponibilità della Città Metropolitana, essendo scaduta la convenzione con l’AC Palermo a giugno scorso) alle porte di Cerda suscitò un entusiasmo incredibile. Chissà…

DISGELO: MA LE PARTI RESTANO DISTANTI

Le parti torneranno ad incontrarsi, stavolta pare con un dibattito allargato ad altre componenti ed associazioni, ma c’è di positivo che intanto si è sciolto il gelo e si sono chiarite le posizioni. Che restano distanti. Legittima l’aspirazione di ACI di voler acquistare un marchio glorioso e ancora profittevole se utilizzato nella giusta maniera, ma altrettanto legittimo – se non di più – è il desiderio dei siciliani, dei cultori e degli appassionati della “Targa Florio”  di non vedere ulteriormente depauperato il proprio patrimonio anche culturale e storico oltre che sportivo ed affettivo.

LA VIA DI MEZZO: AFFITTO INVECE DELLA VENDITA

Ci può essere una via di mezzo: acquisto da parte della Regione Siciliana, se proprio AC Palermo dovesse essere costretto a vendere per ripianare una situazione debitoria (che ha origini lontane) anche e soprattutto con l’ACI nazionale. Però l’attuale Consiglio Direttivo dell’AC provinciale ha riportato in utile gli ultimi esercizi, e quindi sta procedendo verso un risanamento dell’Ente.  Ciò  richiederà anni per essere completato, ma intanto non obbliga a vendere nulla. La stessa Regione se ne divenisse proprietaria (ma intanto pure l’AC Palermo), potrebbe concedere l’uso del marchio allo stesso ACI a tempo… infinito, però a fronte di un canone di locazione.  Che nel tempo aiuterebbe l’AC provinciale a diminuire il deficit di anni passati, o farebbe rientrare la Regione dal proprio investimento a tutela di un bene pubblico (peraltro inserito fra il patrimonio immateriale della stessa Regione Siciliana). Non dovrebbe essere complicato. Insomma la vendita non è indispensabile. Men che meno se questa comprende la fine della Targa Florio come corsa vera e propria.

LA POSIZIONE DEL “COMITATO”

La riunione è stata sicuramente positiva – spiega il Presidente del “Comitato” Totò Battaglia–  Sticchi Damiani ha tenuto a precisare che per lui non avrebbe senso spostare la Targa fuori dalla sua sede naturale. Ha ribadito che l’operazione marchio tiene  a farla in piena trasparenza, in mancanza della quale non farebbe l’operazione. Il “Comitato”  ha ribadito di chiedere chiarezza nel rispetto della storia e con il peso degli Enti rappresentati. Si è chiesto di avere assicurazione che la numerazione ufficiale delle edizioni prosegua con il rally, così come era legittimo che il proprietario del marchio, chiunque sia, potesse organizzare altre manifestazioni senza altri vincoli.  Ci si è lasciati con l’impegno di formulare un documento, nel modo opportuno che fissi quanto argomentato’.

 

 

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