Collesano – Piano Zucchi, il sogno infranto

Tratto da Sicilia Motori n°5 (282) – Maggio 2008

di Giuseppe Natoli

Collesano - Piano ZucchiNel 1976 gli appassionati di automobilismo di Collesano, malinconici per il declassamento della “Targa Florio” da prova del “Mondiale” a gara “Nazionale”, intravedevano già la prossima fine della gara ideata da Vincenzo Florio. Un popolo abituato dal 1906 al rombo dei motori non poteva di certo tenere fuori allenamento i propri sensi!

Per questo, un gruppo di giovani accomunati dalla stessa passione e guidati da Nino Colombo e Giacinta Gargano, scorrazzando con le proprie auto tra le insidiose curve che portavano in montagna, si chiesero perché non organizzare una gara tutta loro. Erano i  componenti di una dinamica Pro Loco (tra le prime ad ottenere la licenza di Organizzatore). Tramite l’interessamento di un Deputato Regionale, Paolo Iocolano, ottennero un contributo dall’Assessorato al Turismo di ben (allora) 26.000.000 di lire.

Collesano – Piano Zucchi: logistica e organizzazione

L’ Automobile Club Palermo, Presidente Nino Sansone e segretario Giacomo Sansone (nessuna parentela fra i due), fornì la logistica e gli ufficiali di gara, mentre la Pro Loco di Collesano, per incentivare le presenze, mise a disposizione del vincitore un premio di 1.000.000 di lire. Il venerdì delle verifiche sembrava fosse festa.

Il corso principale del centro madonita (dove furono allocate le verifiche) era affollato come non mai; le uniche due trattorie avevano il “tutto esaurito” e non esistevano più garage liberi per custodire le auto dei concorrenti. Per la prima volta nelle salite, Giacomo Sansone decise di far effettuare  le prove ufficiali sabato mattina anziché di pomeriggio, in modo da trovare condizioni più simili alla gara.

Durante le prove, lo spigolo di un masso che sporgeva sulla strada fu preso dall’ auto di “Bitter” (pseudonimo di Angelo Giliberti) che danneggiò irrimediabilmente il suo prototipo. Il pilota palermitano voleva però mettere a tutti i costi la sua firma nella prima edizione della gara, e per questo acquistò la Lola 2000 da uno degli avversari lasciando in permuta anche i rottami della “vecchia” sport.

La prima edizione

L’11 luglio 1976 era così tutto pronto per la 1 ° “Collesano – Piano Zucchi“. Un caldo sole riscaldava il numeroso pubblico e i 13 km di un percorso che, dalla fontana posta poco dopo la fine del centro abitato “Puntalazzo” (a 450 metri di altezza), saliva sino alla quota 1000 di Piano Zucchi; località sino a quel punto nota solo agli appassionati della montagna, che la frequentavano soprattutto in inverno.

Un tracciato difficile ma completo, meravigliosamente incastonato tra i monti più alti delle Madonie. Parteciparono anche diversi piloti locali ma a vincere la prima edizione, con un tempo di 8’57” 2, fu propria la “nuova” Lola 2000 di “Bitter”. Presso “La Casida” gli organizzatori celebrarono la prima premiazione consegnando ricchi trofei, consapevoli di aver realizzato il loro sogno e di aver fatto breccia tra i cuori dei piloti che ne avevano fatto parte.

Il Direttore di Gara, Vicio Aquila, apprezzò molto il lavoro fatto soprattutto in termini di sicurezza. Tutto questo interesse fece crescere le ambizioni degli organizzatori che volevano la propria gara nel superiore Campionato Italiano della Montagna e successivamente nell’Europeo. L’intenzione dei promotori era di spostare l’ arrivo ai 1600 metri di Piano Battaglia; tutt’ora località sciistica della Sicilia Occidentale.

L’impegno dei motoristi alla Collesano – Piano Zucchi

L’idea era bene accolta soprattutto dai motoristi che, per I’ elevata differenza altimetrica, vedevano nella gara madonita una sfida pure per la resistenza dei propulsori.

Ma la presenza della Cefalù – Gibilmanna, che in linea d’aria distava solo qualche chilometro, e peraltro già valida per l’Europeo, non aiutava di certo la Collesano – Piano Zucchi che, dopo un anno sabbatico, dal 1978 al 1981 rimase inalterata sia come percorso che come validità: limitata al solo Campionato Siciliano.

Giacinto Gargano, oggi Conservatore del Museo “Targa Florio“, ricerca con particolare entusiasmo l’edizione del 1979: “Popsy Pop, dopa aver vinto net 1978, provando a bissare il precedente successo, innescò una bella lotta che vide in Giuseppe Virgilio il meritevole vincitore della terza edizione “.

La validità come Campionato Italiano Assoluto della Montagna

Il lavoro preciso e puntiglioso degli anni precedenti del Comitato Organizzatore, nel 1982 fu premiato dalla Csai con la validità per il Campionato Italiano Assoluto della Montagna. Il traguardo raggiunto creò tanto entusiasmo ed ulteriori nuovi stimoli allo staff che, grazie anche ad un cospicuo contributo comunale di 15.000.000 di lire, decise di festeggiare la promozione ingaggiando, con 4.000.000 di lire, lo “scalatore” più forte di tutti: Mauro Nesti.

Inoltre furono presenti circa venti prototipi con i migliori specialisti dei tempi: fra questi il sardo Uccio Magliona, Domenico e Carlo Scola, i fratelli Casciaro calabresi pure loro, Benny Rosalia.

Racconta Nino Colombo: “Tutte le edizioni valide per il campionato italiano della montagna sono state combattute ed avvincenti, in particolar modo la sesta edizione che fu indimenticabile e soprattutto ricca di qualificati partecipanti, così numerosi che i camion delle assistenze arrivarono fino a “Carricatore”, località che dista circa un chilometro dalla linea di partenza.  Alla vigilia eravamo tutti certi che si sarebbe profilata una gara emozionante, data la rivalità che c’era tra Benny Rosalia e Mauro Nesti“.

La gara di Mauro Nesti

La presenza del pistoiese era scomoda per gli altri protagonisti; anche per questa ragione le verifiche – regolamento alla mano – risultarono molto più accurate del solito. Il giorno della gara erano circa 25.000 gli spettatori che ornavano i tornanti madoniti e che assistettero alla vittoria di Nesti.

Premiato con tutti gli altri alla “Moritarina“, l’hotel posto vicino l’arrivo e divenuto sede della Direzione Gara. Le restanti quattro edizioni videro in Benny Rosalia l’indiscusso protagonista, il vero “Re”  della Collesano – Piano Zucchi, vincitore (dopo il successo del 1980) delle edizioni del 1983 1984, 1987.

La penultima edizione, con un’auto ben preparata, fu appannaggio di Ezio Baribbi che mantenne anche dopo la gara ottimi rapporti con gli amici collesanesi. In questi anni, grazie al comando della Polizia Stradale, la gara ebbe a disposizione anche un elicottero al fine di garantire un servizio di pronto intervento in gara oltre al previsto ordine pubblico. Purtroppo a causa dei costi divenuti insostenibili e all’istituzione del Parco delle Madonie, nel 1987 a “Drinzi” si celebrava l’ultima premiazione e la fine di un sogno durato solo dodici anni.