Nino Gagliano è morto questa mattina

E’ morto stamane, nella sua casa di Enna,  a causa di un malore improvviso, Nino Gagliano (83 anni),  ch’è stato Presidente dell’Autodromo di Pergusa dal 1985 al 1998. I funerali avranno luogo a Enna, domani alle ore 16, presso la Chiesa di San Giovanni Battista. Prevedendo una notevole quantità di persone che vorranno dare l’ultimo saluto a Nino Gagliano, ma con la necessità di assicurare il necessario distanziamento sociale, la salma sarà in Chiesa dalle ore 12

Jean Alesi e Nino Gagliano all’Autodromo di Pergusa in occasione del Gran Premio del Mediterraneo di F.3000

Il ricordo personale di un grande Presidente

Nino Gagliano, dopo Rino Mingrino indimenticato “papà” dell’Autodromo di Pergusa, è stato il Presidente che nel corso dei suoi 13 anni di gestione ha portato al massimo splendore il circuito ennese. Le finali Ferrari del 1996 hanno costituito la punta dell’iceberg di un impegno continuo e determinato, di una serie di attività ed iniziative non solo organizzative ma anche amministrative e relazionali, che fecero decollare Pergusa dalla seconda metà degli anni ’80 sino alla fine degli anni ’90.  E’ stato grazie alle sue competenze professionali (Dottore Commercialista, Revisore di Conti, Componente di Commissione Tributaria, Revisore dei Conti di Banche ed enti vari), ed all’esperienza di dirigente nella pubblica amministrazione, che l’ente di gestione dell’autodromo da “Autonomo” – e quindi con una serie di limitazioni statutarie –  venne trasformato in Consorzio fra Enti  (inizialmente Provincia, Comune, Camera di Commercio, ed Automobile Club di Enna). Una modifica non solo formale che aprì nuove opportunità. E’ stato il Consorzio, grazie alla sapiente opera di tessitura politica, che ricevette dalla Regione Siciliana – attraverso una legge ad hoc –  un contributo fisso annuo di due miliardi delle vecchie lire (un milione di euro). Tanti soldi, certo. Ma con quei soldi, che pure venivano utilizzati per remunerare un numero consistente di impiegati, contrattisti, collaboratori,  e costi di gestione, era possibile organizzare competizioni internazionali e nazionali di auto – dalla Formula 3000 alle prove dei diversi Campionati Italiani – e motociclistiche. Fra questi l’allora nascente Superbike ideata da Maurizio Flammini.

Gli anni d’oro di Pergusa

La “Stagione Motoristica Ennese” era davvero tale e le immagini delle gare intorno al lago venivano rilanciate in tutto il mondo con dirette e differite sui canali Rai e nazionali e delle principali emittenti d’Europa ed altri continenti. “Pergusa” poteva permetterselo perché aveva i mezzi economici. Di contro le attività produttive del territorio ne ricevevano enormi benifici. Si riempivano alberghi nell’intera provincia e nella vicina Caltanissetta, ed a volte i team si spingevano sino a Catania per trovare posto. Ristoranti, trattorie, bar. Un’intera economia si è sviluppata ed è prosperata grazie alle corse ed all’attività dell’Autodromo.  Sono nati alberghi ed ex trattorie con cucina casareccia sono divenuti ristoranti gourmet. Insieme alla ricettività cresceva anche la competenza e la professionalità degli Ufficiali di Gara (alcuni allevati dall’immenso Romolo Tavoni portato a Pergusa da Monza proprio da Gagliano). Le tribune sempre piene, unico circuito italiano a parte Monza per la F1. Le colline straboccanti.

W Pergusa Viva

La vittoria, la grande vittoria, all’insegna dello slogan “W Pergusa Viva” per difendere l’impianto dagli attacchi senza senso all’Autodromo. Una lotta in punta di penna con l’allora Presidente  del WWF Fulco Pratesi, il “giallo” del cigno acquistato altrove (come venne dimostrato) e strumentalmente portato a dimorare nelle acque di Pergusa. Sceneggiata che comportò l’annullamento della prevista kermesse Ferrari – spaventata dai titoli sui principali quotidiani – poi abilmente riconquistata. Un’altra legge regionale, pure questa risultato dell’abilità di Gagliano nel sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica, così che da riserva naturale ”integrale”   quella di Pergusa – divenne  “orientata”  e la convivenza fra natura e pista sancita definitivamente. Da allora e sino ad adesso.

Disarcionato dalla politica

Gagliano lavorava per Pergusa sempre. Notte e giorno, feriali e festivi. Era dura stargli dietro. Certo neppure lui era perfetto e probabilmente, anche in conseguenza di questi successi, negli ultimi anni della sua gestione – prima che la politica che lì lo aveva messo anni prima lo giudicasse “ingombrante” e lo mettesse alla porta senza tanti complimenti – avrà dato troppo fastidio eccedendo in autoritarismo e decisionismo Ma tanto; o ti danno del dittatore oppure dell’anarchico. Mai nessuno disposto a riconoscerti capacità. Men che meno politica e soprattutto i politicanti. Lo dimostrano i fatti. Dopo Gagliano – e sino a Mario Sgrò – la notte ed il diluvio. Pergusa rotolò all’indietro anno dopo anno, perdendo tutto quello ch’era stato faticosamente conquistato. I soldi delle Regione, le gare internazionali, e fra i vari che seguirono alla sua Presidenza ci fu chi ad un certo punto stava perfino cedendo agli “ambientalisti” vagheggiando un improbabile delocalizzazione. Senza avere idea di cosa ciò significasse. Anche come danno all’ambiente. Un periodo grigio. Sino a quando la politica sbagliò un’altra volta, come accaduto con Gagliano, e nella logica delle nomine di sottogoverno  indicò Mario Sgrò come nuovo Presidente. Ritenendo forse che sarebbe stato disinteressato ed incompetente come chi lo aveva preceduto. E invece Sgrò si diede da fare e riportò in vita l’Autodromo. Per ringraziarlo lo cacciarono malamente. Salvo poi essere stato rimesso in sella dall’attuale Sindaco (il ché  potrebbe lasciar pensare che le prossime amministrative della città di Enna potrebbero avere ripercussioni anche sulla guida dell’Autodromo…).

Tempi moderni

Non sono più però  i tempi di Nino Gagliano. Non vi sono più quelle disponibilità economiche, la politica o meglio i partiti ed i loro attuali esponenti, appaiono ancora meno attendibili e capaci (onesti forse…) rispetto a quelli della cosiddetta “prima Repubblica”. Nino Gagliano il “suo “ Autodromo continuava ad amarlo. Vedeva in Sgrò un continuatore dell’opera sua e di Mingrino, ed anche per questa ragione i due sono stati molti vicini pur nelle differenze di ruoli. Il Presidente attuale e quello passato che, se esistesse il riconoscimento dei risultati, avrebbe meritato l’appellativo di “Emerito”. Una presenza divenuta discreta, che proteggeva Pergusa – inteso come Autodromo ma anche come località, ambiente –  con attività culturali e sociali attraverso un’altra sua creatura: l’Accademia Pergusea dove aveva convogliato intelligenze, capacità ed amore per Enna e per Pergusa. Qualcuno dovrà assumersi l’onere di continuarne l’opera.

Ciao, Nino Gagliano

Enna ha perso un figlio illustre che le aveva dato lustro. Chi lo ha conosciuto ed apprezzato ha perso un amico saggio, disponibile, affettuoso. Amabile pure nelle sue spigolosità che non a tutti lo rendevano altrettanto “simpatico”. Bisognava conoscerlo, frequentarlo, e meritarne l’amicizia. Ci mancherai Nino. Mi mancherai Presidente. Conserverò il ricordo delle battaglie condivise ed in gran parte vinte. La principale per non fare soccombere l’autodromo al volere di chi dietro una tessera si definisce “ambientalista” (e noi invece che la tessera non l’abbiamo, forse non lo siamo?). L’altra con la gioiosa “trappola” ordita a Luca di Montezemolo un giorno di primavera a Fiorano per “costringerlo” a dichiarare – davanti ad una platea di giornalisti – che la Ferrari sarebbe venuta a Pergusa. Così come avvenne. E fu il più grande evento.

Adesso riposa in pace, Nino. Ti abbiamo voluto bene. E continueremo a volertene. 

Dario Pennica