STARRABBA DI GIARDINELLI Gaetano : vivo del passato, sopporto il presente

Di Giancarlo Felice

È stato uno dei due soli piloti palermitani a condurre una monoposto di Formula Uno, una Lotus Maserati. Si era nel 1961 quando Gaetano Starrabba, assieme a Nino Vaccarella, facevano infuocare la passione dei fans. Da più di sedici anni, però, non frequenta il mondo e forse neppure l’ambiente delle corse.

Lui che per numerosi anni ne fu protagonista. Se ne è allontanato, tagliando di netto. Il motivo? “Mi è sempre piaciuto, in ogni cosa che ho fatto, svolgere parti attive. Quando ho deciso di non correre più, a 36 anni, ho compreso che non sarei stato capace di rimanere nel mondo che ho di Giancarlo Felice amato più di ogni cosa perché avrei potuto svolgere solo mansioni che considero passive. Allora ho chiuso, ed ho chiuso per sempre“.

Gaetano Starrabba di GiardinelliI titoli nobiliari di Gaetano Starrabba di Giardinelli

Siamo andati a trovare il nostro “campione di ieri” nella propria abitazione, in corso Vittorio Emanuele, nei pressi della Cattedrale, della quale gode di una magnifica vista dello splendido frontale. All’ingresso una targa di ottone campeggia sulle altre: “G. Starrabba di Giardinelli“. Il titolo nobiliare che identifica il casato principesco.

Ma accanto a questo bisogna aggiungere altri egualmente significativi, ma che non sono i soli: principe di Militello, conte di Pachino, barone di Binisca e Scibina, marchese di S. Agata, gran signore di Mandranova. All’appello araldico manca un viscontato e un ducato. 52 anni (li compie a dicembre) portati ottimamente, un colloquiare veloce e brioso, il padre — Francesco, scomparso lo scorso ottobre — nel 1926 fu uno dei protagonisti sul Circuito delle Madonie al volante della francese Amilcar, ma il principe-padre si ricorda anche per i suoi 18 anni alla presidenza dell’AC Palermo prima di passare la mano all’avv. Antonino Sansone.

Principe, quanto pesano sull’uomo questi titoli nobiliari?

Le rispondo così: avendo questi natali, questi presupposti di vita, essendo nato in una data maniera, vivo del passato e sopporto i 1 presente, un presente che ha risvolti quotidiani a volte piace-voli, ma troppo spesso negativi“.

Quali sono oggi i suoi interessi.

Seguo in prima persona le aziende agricole che ho ereditato da mio padre, soprattutto in provincia di Ragusa, ma anche nei pressi di Contessa Entellina“.

Si comporta da manager o da padrone?

Quando il caso lo richiede so salire su un camion e sbracciarmi. Sono buono e caro, ma non mi piace essere preso in giro. Riesco a svolgere i due ruoli con la stessa disinvoltura“.

I rapporti tra la Corona e Gaetano Starrabba di Giardinelli

Principe, prima di parlare del suo passato automobilistico, un parere sulla disputa tra Vittorio Emanuele III e Amedeo d’Aosta e sul rientro in Italia del Re.

Ogni figlio ha un padre: Vittorio Emanuele è figlio di Umberto, quindi il solo erede al trono. Ed oggi è Re dopo la morte di Umberto. Amedeo è soltanto un collaterale che non può avanzare alcuna richiesta. II trono non si può carpire, si tramanda da padre in figlio. Per quanto riguarda il rientro in Italia penso che i tempi stiano per maturare. L’intervento di Cossiga è stato splendido e sarà determinante: si è espressa una voce doppiamente autorevole che può portare solo chiarezza nella vicenda. Non dimentichiamo che oltre ad essere Capo dello è un insigne costituzionalista“.

E passiamo allo Starrabba che più ci interessa: “L’automobilismo è stata la mia gran passione, per la quale vivevo e dalla quale pensavo — quando ero dentro to meraviglioso mondo — di non tirarmene mai indietro, tanto che mi era balenata l’idea di costituire una scuderia. Poi, seguendo le mie convinzioni, ho preferito far morire qualunque stimolo perchè sono sempre stato del parere che ogni cosa deve morire quando ci nutre più interesse diretto, quell’interesse di protagonista che ho sempre avuto.

Eppoi tutto è cambiato, si è trasformato. Il mondo delle corse non è più quello di una volta. Prendiamo, ad esempio, la Targa. E’ più quella di una volta quando chiamava centinaia di migliaia di persone sui tornanti madoniti? Averla trasformata in rally è stata solo forzatura. La vera Targa si corre in circuito, con determinati tipi di vettura. Il pensiero di Vincenzo Florio, del quale sono parente, non era certamente questa.

Ma i tempi mutano, oggi ci vuole sicurezza. Se fosse dipeso da me avrei speso un mare di soldi per salvaguardare l’incolumità del pubblico. In quanto alle vetture di oggi sono su per giù potenti come quelle che pilotavo. Oggi si hanno potenze di 400 CV, ma ricordo che ho corso una targa con una Ferrari Le Mans che sviluppava 310-320 CV. Un pilota deve essere fatalista: sa bene che può uscire illeso sa un incidente mentre viaggia sui 260 m/ h, può morire urtando o capovolgendosi a 120 km / h. Ed allora ognuno conosce il suo limite. Sarebbe bastato garantire il pubblico, lo stesso pubblico che oggi si accalca lungo il percorso.

Gaetano Starrabba di GiardinelliDue Formula 1 a confronto

NeI corso della nostra chiacchierata Starrabba si alza frequentemente per farmi vedere album zeppi di foto per indicarmi questa o quell’altra coppa vinta, ben custodita e messa in mostra negli scaffali che prendono addirittura due pareti.

Che differenza riscontra tra la sua F. 1 e l’attuale?
Questa di oggi non la conosco dall’interno. Vedo tutti i Gran Premi in televisione e capisco che attorno ad essa ruotano interessi economici spaventosi. Il raffronto tecnico mi fa dire che era più pericoloso correre in F. 1 una ventina di anni fa perchè si gareggiava con pneumatici molto più stretti e impianti frenanti peggiori“.

Gaetano Starrabba di Giardinelli se la sentirebbe di pilotare un bolide del 1986?
Certo. Con un allenamento serio, adeguato e con una macchina che reputo affidabile, tornerei a sedere su una monoposto“.

Lei ha fatto parte di prestigiose scuderie, ma quale è il periodo che ricorda con maggiore soddisfazione?
Ho iniziato a correre con la scuderia Segesta per passare poi alla Maserati Centro Sud, quindi far parte della Ferrari nel team azzurro con Cortese, Carini e Munaron, e, infine, correre per Al Lotus Maserati in F1. Il periodo? Certamente quello trascorso a Maranello con il 2 litri Testa Rossa, ma con il primo tipo, dato che il secondo aveva i pesi di distribuzione tutti sbagliati“.

Maestri e amici di Gaetano Starrabba di Giardinelli

Chi furono i suoi “maestri”, cioè i piloti ai quali si ispirava e i migliori ami-ci nel mondo delle corse?
Ho preso a modello di guida il romano Luigino Musso, lo statunitense Phil Hill, il francese Jean Behjra e credo di aver fuso il meglio. A livello di amici ero molto legato a Jo Siffert, Lippi, l’olandese Deboufourt, Joachim Bonnier e Master Gregory, uno tra i più bravi pilota USA il quale è scomparso, dimenticato da tutti, lo scorso mese a Rocca di Papa“.

Quale erano le sue caratteristiche?

Amavo la velocità e in certi casi rischiavo grosso, ma sempre conscio dei miei limiti. Più attratto per i circuiti che per le gare in salita“.

Quale è oggi il suo rapporto con l’automobile?

Preferisco vetture piccole e scattanti che mi permettano di districarmi nel traffico cittadino e lanciarle in autostrada. Le “ammiraglie” mi danno ai nervi“.

Con chi sta meglio dei suoi vecchi compagni di… corse?

Certamente con Nino Vaccarella e Clemente Ravetto”  .

Se la sentirebbe di offrire la sua esperienza ai giovani piloti?

Non ho molto tempo libero a disposizione, ma sarei disponibile a dare consigli a chi si avvicina al mondo delle corse. Tutto sta ad intendersi“.

Quali sono le vittorie o le corse che ricorda particolarmente?

Tutte, certamente. Ognuna ha avuto una sua storia. Le più vive nella mia memoria, comunque, rimangono il successo di categoria a Caserta con il Porsche RSX, la Montepellegrino con il Ferrari Testa Rossa, le due “Targa” corse in coppia con Ravetto sia con la Ferrari GTO che con la Le Mans, il Trofeo di Sardegna con la Maserati 2000 quando lasciai alle spalle vetture del calibro delle Ferrati 2 e 3 litri e Jaguar 3000 e, infine, l’esperienza in F. 1 nella prova del campionato del mondo sul circuito di Monza a bordo della Lotus“.

La piacevole chiacchierata con il principe Gaetano Starrabba di Giardinelli avrebbe potuto continuare ancora per parecchie ore. Lui avrebbe trovato avvincenti risposte, ma impegni di lavoro lo chiamavano altrove. – Certamente è un personaggio, un po’ a suo modo, ma un personaggio con il quale la voglia di colloquiare difficilmente si interrompe e che potrebbe raccontare o scrivere anni e anni di auto-mobilismo oltrecché palermitano, soprattutto internazionale.

Un primo passo del principe a bordo della Lotus Maserati al circuito di Siracusa, dove si classificò quinto assoluto nel 1962 e sesto l’anno successivo. In basso Starrabba alla sopraelevata di Lesmo, a Monza, nel corso della prova di Campionato del Mondo. In questa gara, il pilota palermitano si classificò settimo asso-luto, primo degli italiani, pur ritirandosi a sei giri dalla fine

Un’attesa conferma

Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia del probabile esordio di Gaetano Starrabba su vetture di F1 che si cimenteranno nei «Grandi Premi » del prossimo anno. La notizia viene ora ufficialmente confermata dopo il rientro da Londra del noto pilota siciliano. Così, abbiamo appreso che Starrabba si e accordato per competere nella F 1 del prossimo anno al volante di una «Lotus-Maserati ». Questa macchina monta un motore Maserati di 1500 cc.

Su telaio Lotus ed ha sistemato il cambio speciale Colotti. E’ da notare che soltanto cinque versioni della Lotus avranno applicato il famoso cambio dell’italiano Ing. Colotti. Due di queste versioni saranno affidate a Stirling Mass e al sorprendente Ireland, intenzionati a puntare al titolo mondiale del ’61. Come già abbiamo segnalato, Starrabba sarà uno dei pochi piloti italiani che correranno nella F1 dell’anno prossimo. Gli altri saranno quasi certamente Giorgio Scarlatti e Gino Munaron, mentre non é ancora confermato il debutto di Scarfiotti.

Gaetano Starrabba inizierà la attività nei «Grandi Premi» a cominciare con quello di Siracusa, mentre successivamente sarà presente a quello di Pau in Francia. E’ probabile la sua partecipazione anche al a G. P. di Monaco» che ha particolare interesse per la configurazione del suo circuito. Il pilota siciliano sarà così in gara con i vari Moss, Brahbam, Bonnier, Von Tripps, Hill, Gendebien ecc. che costituiscono il lotto dei migliori piloti del mondo. Il debutto del valente guidatore siciliano merita quindi di essere sostenuto e seguito con attenzione.

Riteniamo che questo possa essere l’unico modo per acquistare una notevole preparazione e una adeguata affermazione in campo internazionale per i piloti italiani, comunque vada l’esito dei risultati. L’esperienza del siciliano è garanzia di sicuro affidamento trovandosi egli attualmente nella l’usa dei più consumati piloti»

Il “Palmares” del Principe Gaetano Starrabba di Giardinelli

Il”palmares” del principe Starrabba racchiude 18 anni di attività ad alto livello. Ha guidato vetture prestigiose: 26. Una carrellata: dalla Stanguillini 550 C alla Fiat 1100 TV, dalla Lancia Aurelia B21 2000 alla 750 Patriarca Sport, alle Lancia 2500 GT e 3000 Sport. Tra le vetture di marca prestiose.

Maserati 2000 6 cilindri, Ferrari 2000 TR, 3000 GT, La Mans e GTB, le Porsche RSK, R5, 906 e GT 2000, la Brabham F2, la Lotus Maserati F1, l’Autotecno F3, Cooper F3 e BWA F3. In totale ha partecipato a 86 competizioni, facendo parte delle scuderie Pegaso, Stanguellini, Patriarca, Giannini, Centro Sud, Pegaso, Ferrari, 7 Colli, Autotecno, De Santis e BWA.

Terzo al campionato italiano di velocità nel 1954 nella categoria 3000 Sport, nel 1958 campione assoluto ACI Palermo e campione universitario italiano nella categoria 2000 Sport. Ha partecipato a otto Targa Florio. Gli anni più prolifici sono il 1956, il 1958, il 1960 e seguenti dove il principe è al massimo della maturità e si aprono per lui le porte della Formula Uno, cioè entrare nel gran giro