Walter Sciacca, dategli una pista

Walter Sciacca
Walter Sciacca a Daytona

Walter Sciacca parteciperà al sesto appuntamento de “Il Sabato Live di SM

Tratto da Sicilia Motori – Anno XXX n. 12 (374) Dicembre 2012

di Piero Libro

Ha ricevuto da poco la laurea honoris causa in Economia e Commercio dalla Miami lnternational University. Ed anche per questo per certi versi possiamo dire che forse è più conosciuto oltre Stretto che nella sua regione natia.

Questo poiché la sua carriera motoristica ha preso una svolta ascenden­te da quando si è trasferito dalla sua Palermo, dove è nato 40 anni fa. Terzo di tre fratelli, tutti appassio­nati di “motori”. Dalle auto ai motoscafi veloci, at­traverso le due ruote.

Insomma una vera “famiglia da corsa”, con Walter che dopo aver fatto la gavetta nell’Isola e fuori, è stato chiamato a dirigere l’Autodromo di Imola (oltre a gestire la sua società), aprire un’azienda a Londra e (da voci insistenti) essere candidato alla direzione di Monza.

L’intervista di Sicilia Motori a Walter Sciacca

Da cosa è scaturita la sua passione per i motori?

“Fin da piccolo i miei fratelli mi portavano sem­pre con loro a vedere le competizioni che si svol­gevano in Sicilia. Sono rimasto ‘stregato’ all’età di otto anni, quando mio padre mi mise in treno da solo per raggiungere i miei fratelli a Cefalù.

Dovevamo assistere alla mia prima Targa Florio Rally. Le prove speciali in notturna sono quello che mi hanno affascinato di più e l’emozione saliva quando vedevo le auto ferme per l’assistenza. Diventano così appuntamenti annuali fissi anche le cronoscalate e le gare all’autodromo di Pergu­sa. I miei fratelli sono appassionati di automobilismo, ma praticano a livello dilettantistico enduro e cross”.

La naturale evoluzione sarà stata la pratica agonistica?

“Ho guidato la mia prima moto all’età otto anni. Ri­cordo che non poggiavo i piedi per terra e per cambiare marcia dovevo scivolare con il corpo per arriva­re alla leva del cambio. Mi fermavo in prossimità di qualcuno che potesse tenermi in equilibrio.

Final­mente a 14 anni con la mia prima moto cominciai a praticare enduro e cross ma… con un 600 cc! Nel frattempo continuavo a frequentare le gare come spettatore. In quegli anni potei assistere per la volta ad un Gran Premio di Formula Uno (ad Imola) e vidi il mio primo Motomondiale a Misano. Ricordi indi­menticabili. Avevo 16 anni quando compresi che la mia passione era soprattutto per la velocità pura. E con una “125” compresi ch’era meno pericoloso correre in pista invece che sulle strade. I miei genitori, come spesso accade, però non assecondavano la mia passione e quindi fui costretto ad attendere la maggiore età. Anche se in realtà il mio debutto in pi­sta avvenne da minorenne … e per di più avendone avuto l’assoluto diniego mi dovevo anche autofinanziare”.

Quindi comincia a lavorare in un’officina moto, la stessa che gli prepara la sua 125 stradale per le corse in pista. Di fatto si tratta di un cambio merce.

Walter lavora, impara la tecnica e il frutto del suo lavoro è la preparazione del mezzo. I ricambi, l’assistenza e il trasporto a Pergusa in furgone.

Finalmente, un anno dopo, il debutto In pista a Vallelunga. Due mesi dopo la prima gara sempre a Vallelunga

“Partecipai lo stesso anno al Campionato Italiano Velocità Sport Production 125 e l’anno successivo al Monomarca Cagiva 125. Speravo di mettermi in luce per ottenere un mezzo competitivo per partecipare anche al Campionato Italiano di categoria.

Nello stesso anno, prima dell’inizio del campionato, Motosprint e Gilera selezionavano i migliori 22 piloti emergenti su tutto il territorio italiano. Il fine era quello di farli “sfidare” in una vera selezione, sempre a Vallelunga, e il vincitore avrebbe corso gratis la stagione. Mi classificai secondo, con alle spalle nomi importanti che poi negli anni hanno vinto titoli italiani ed europei. Tutti sono arrivati a correre nel mondiale”.

Dopo questo risultato, Walter Sciacca si propone all’organizzatore del trofeo Cagiva e collabora con lui, proponendosi per gestire il reparto corse all’età di 19 anni

“Vengo assunto e anche qui non chiedo quanto sarei stato pagato. La sede era a Roma e stavo in albergo preoccupato per il conto. Dopo il primo mese l’organizzatore non solo salda il conto dell’albergo ,ma mi propone come retribuzione la possibilità di correre gratis. Io rilancio ottenendo gratis anche gli allenamenti e le trasferte”.

Nello stesso periodo si propone per essere di supporto anche negli aspetti organizzativi e cosi ha modo di imparare tanto. La sua produttività e le spiccate doti organizzative e commerciali fanno si che Walter cominci a percepire i primi compensi economici.

“Cosa potevo volere di più? Facevo quello che mi piaceva, non pagavo e mi pagavano per farlo. Giravo l’Italia passando da una pista all’altra, curavo gli aspetti organizzativi, logistici, quelli commerciali e al termine mettevo tuta, casco, guanti e stivali e correvo in pista!”.

 Purtroppo alla fine della stagione, era il 1992, Walter subisce un incidente stradale mentre era in auto con conseguenze disastrose. Innumerevoli fratture al bacino e prognosi riservata sulla vita per mesi. Dopo ben 124 giorni di immobilità a letto con i ferri e finalmente fuori pericolo di vita viene autorizzato il trasporto in aereoambulanza.

Walter si fa portare dal dottore Claudio Costa presso la clinica Villa Serena di Forli. Festeggia i suoi 20 anni sulla sedia a rotelle in clinica, ma non abbandona le speranze di ritornare a correre. Costa cerca di dissuaderlo. Ma il “nostro” dopo due mesi di riabilitazione e di cure esce dalla clinica e con alcune fratture ancora non consolidate, oltre l’immobilità del piede destro, disputa pochi giorni dopo una gara a Misano.

Aveva 22 anni quando decise di fare altre due stagioni di gare e quindi di prove, con lo scopo di studiare in modo dettagliato il mercato. Al termine ha acquisito una serie di dati molto importanti che gli consentono nel 1998 di aprire la sua prima azienda: la “World Racing Sports Events” di Walter Sciacca.

Ditta individuale con sede presso l’Autodromo Del Levante di Binetto. La sua è la prima azienda del settore ad avere sede permanente in un autodromo e in generale la prima vera azienda specializzata con telefoni fissi, e non con cellulari, come mezzo di comunicazione per le prenotazioni. La mission aziendale era quella di organizzare le prove libere moto su tutto il territorio nazionale con un sistema innovativo ed unico al mondo.

Informatizzando tutti i passaggi, dalle prenotazioni all’accettazione in autodromo all’ingresso in pista attraverso un sistema con tagliandi a codice a barre. Ed in seconda battuta quello di studiare tutte le fasi organizzative e gestionali di un autodromo sia pure piccolo come quello di Binetto, dove più volte ha offerto il suo supporto per i vari eventi. Concentra l’attività di organizzazione di prove libere moto presso l’autodromo di Vallelunga.

Come sono diventate un’attività Imprenditoriale le prove libere moto?

“A fine 2002, Vallelunga mi propone di trasferire la mia azienda all’interno di questo impianto e lasciare Binetto, per affidarmi la gestione di tutte le prove libere moto che diventavano di esclusiva organizzazione di Vallelunga. Primo autodromo in Italia a scegliere questa strategia commercia­e, affidando la gestione ad un service: il mio.

Da cliente diventavo fornitore di servizi organizzativi e gestionali. Un reciproca e proficua collaborazione che fa sviluppare il settore moto di Vallelunga, tanto che dalle gare di Europeo si passa al mondiale Endurance. Fino ad arrivare alla Superbike. Della quale fui Event Coordinator Manager. Nel 2006 la World Racing Sports Events cresce ulteriormente e si trasforma in Sciacca Group S.r.l. Specializzata nell’organizzazione di eventi in pista per conto di case di moto e pneumatici. Di fatto in pochi anni conquistiamo il mercato organizzando quasi in modo monopolistico tutti gli eventi per conto delle aziende del settore. Procedo poi con l’organizzazione di lanci stampa e le prove prodotto organizzate in tutta europa proprio per proporre sempre la migliore location alle aziende”.

Nel 2007, Sciacca crea in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana una scuola di guida sicura (Honda) e sportiva (Yamaha), mettendo a punto un protocollo che la trasforma in pochi anni nella Scuola Federale della FMI.

Poco dopo costituisce anche un moto club e al primo anno vince la campagna tesseramento per il più alto numero di iscritti. Successivamente fonda un’associazione sportiva, anche qui con il ruolo di Presidente, che gestisce un team femminile nell’Italiano e nel Campionato Europeo con due pilote russe.

L’attività del Gruppo si diversifica ancora, puntando su altri settori…

“Organizzammo il monomarca “Ducati Desmo Challenge” e dall’anno successivo anche la scuola di guida ufficiale ORE (Ducati Riding E.xperience), per arrivare qualche anno dopo alla Troy Bayliss Academy. Sempre legata al ORE. Ancora oggi gestisco diverse aree esterne del Salone Internazionale del Motociclo di Milano E curo gli accrediti di un’area di guida siCura presso il Motor Show di Bologna”.

Quale è staia la svolta che le ha aperto a Walter Sciacca nuovi orizzonti?

“Nel 2009 mi chiamarono da Imola per coordinare l’organizzazione del ritorno del mondiale SBK, dopo la chiusura dell’autodromo avvenuta nel 2006 e la riapertura a metà 2008. Venni chiamato praticamente a meno di un mese dell’evento per evidenti problemi organizzativi e ciò nonostante riuscimmo ad allestire una manifestazione di grande successo. Così dopo pochi mesi ricevetti proprio dalla proprietà della pista la proposta di diventarne il nuovo amministratore delegato e direttore. Di fatto mi affidano il compito di rilanciare un impianto che si stava avviando, per la cattiva gestione precedente, nuovamente ad un fallimento. Cosa che in effetti avvenne praticamente di li a pochi giorni. Ma accettai questa nuova sfida, riuscendo a far ritornare in attivo un autodromo fallito rilanciandone l’immagine sportiva e societaria a livello internazionale. Riuscii a chiudere contratti per il noleggio della pista per circa cinque milioni di euro”.

Questo convinse il Curatore Fallimentare a non mettere i sigilli. Successivamente alla luce dei risultati il Comune di Imola, attraverso un suo Consorzio, decide di investire nell’autodromo per fornire il supporto necessario per il proseguimento. Si lavora alacremente per ben 25 mesi e si riesce a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati che consentono il rilancio sportivo e gestionale dell’autodromo di Imola. Walter, avendo con questa impresa vinto il suo “campionato”, preferisce uscire di scena per dedicarsi ad altre avventure. A “Imola” Sciacca ha riportato, organizzandole direttamente, le prove di Gp2, Le Mans Series, SuperStars, lnternational GT Open, Campionati Italiani ACI-CSAI.

Walter Sciacca ha ricordi significativi dell’esperienza ad Imola?

“Il mio primo giorno di attività di pista da direttore è stato altamente emozionante in quanto ho fatto di tutto per iniziare l’attività proprio con una giornata di test di F1. In pista c’era la Toro Rosso non con i tester, ma con i piloti ufficiali del mondiale di F. Ed era dal 2006 che ad Imola non girava in pista una F1 con i piloti ufficiali; debuttare come direttore con la massima categoria è stato indimenticabile!”.

Da gennaio 2012 è rientrato nella sua azienda per potenziarla ancora e contemporaneamente ha creato una nuova azienda con base a Londra.

MPA – Motorsport Professional Advice Ltd – è una società internazionale che va ad occupare un ruolo strategico nell’ambito della consulenza nel settore motorsport. Ha sede a Londra e a breve saranno operative circa 20 sedi dislocate in tutti e cinque i Continenti.

MPA, grazie ad un team di professionisti qualificati, è in grado di pianificare la realizzazione di un autodromo ex novo o migliorarne uno già esistente. Si occupa della direzione dei lavori e del coordinamento e fornisce supporto per l’avviamento. In particolare dell’organizzazione aziendale, della gestione delle varie attività, del training del personale e della valutazione e ottimizzazione dei carichi di lavoro”.

Un sogno che Walter Sciacca vorrebbe realizzare?

“I sogni che avevo nel cassetto li ho realizzati tutti. Adesso sto lavorando per quelli che tenevo nell’armadio. E poi ci sono i sogni che tengo dentro il magazzino. È un magazzino grande”.