Targa Florio di nuovo sotto scacco!

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Targa Florio: possibile scioglimento dell’AC Palermo, appello alla Regione

di Dario Pennica

La Targa Florio non ha pace e sarebbe di nuovo a rischio. Persino l’ormai prossima edizione del rally, in programma nel primo fine settimana di maggio, potrebbe “saltare”. Questa è però un ipotesi fortunatamente remota perchè mancano solo 50 giorni al “via” della 105° edizione. Un tempo breve, oggettivamente, perchè possano concretizzarsi i provvedimenti che incombono sul sodalizio di Via delle Alpi. Ma potrebbe accadere!

L’ACI prossimo a proporre lo scioglimento di AC Palermo

L’Automobile Club Palermo potrebbe essere  prossimo allo scioglimento a causa del deficit finanziario che si trascina, aumentando, da decenni.  Oltre sette milioni di euro pare siano dovuti all’Automobile Club d’Italia che già da tempo avrebbe avuto obbligo di proporre la liquidazione coatta amministrativa al Ministero vigilante. Se ciò non è accaduto è perchè dall’estate del 2017 era maturata la prospettiva di poter recuperare una parte del credito attraverso l’acquisizione dell’unico patrimonio del quale dispone l’AC palermitano, ovvero il marchio “Targa Florio” valutato 6,1 milioni di euro.

Targa Florio, affare fatto…

La compravendita – nonostante l’opinione pubblica contraria – si sarebbe già conclusa se non fosse intervenuta la Regione Siciliana che attraverso l’Assessorato ai Beni Culturali pose il vincolo della Soprintendenza a tutela del marchio e delle attività direttamente ed indirettamente collegate alla Targa Florio.

Il vincolo che avrebbe dovuto impedire anche la vendita (così come aveva dichiarato l’Assessore Samonà) in realtà non prevedeva questa limitazione tanto che le parti sono andate avanti lo stesso verso la “chiusura” dell’affare. Aci avrebbe ridotto di 4 milioni il debito di Aci Palermo (il resto era previsto sarebbe stato pagato “in comode rate” nell’arco di 30 anni). Ciò perchè ACI deve recuperare anche i due milioni di euro spesi per sostenere l’organizzazione del rally e dell’edizione classica negli ultimi anni. Seppure non sono mancati gli introiti di sponsor (soprattutto per l’edizione n. 100), iscritti, e contributi pubblici.

Alberto samonà

…anzi no!

Lette però le norme che regolano il vincolo, a Roma si sono resi conti che queste erano troppo stringenti e non consentivano la necessaria autonomia che richiede l’organizzazione di una manifestazione complessa come una corsa automobilistica.

A poco quindi è valso il nulla osta che AC Palermo aveva intanto ricevuto dagli organismi regionali per poter vendere  il marchio Targa Florio. Nel corso di in un incontro presso la sede dell’ACI a Roma nello scorso luglio,  con il vicePresidente della Regione Gaetano Armao e l’Assessore ai Beni Culturali Alberto Samonà, il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani aveva chiesto modifiche al regolamento. Preso atto però che nulla è cambiato ACI avrebbe deciso di rinunciare all’acquisto.

Le conseguenze del mancato acquisto della Targa Florio

Sfumato l’affare l’Automobile Club Italia si ritrova costretto a procedere verso la proposta di liquidazione dell’AC proviciale  a causa del deficit di bilancio che ancora di più risulta insanabile.  In via delle Alpi arriverebbe un liquidatore, il quale dovrà disporre anche il destino del patrimonio dell’ente. Ovvero della Targa Florio. E anche se finisse nella disponibilità della sede centrale resterebbe lo stesso il nodo delle “limitazioni” del vincolo. Quindi in Via Marsala a Roma potrebbero non sapere cosa farsene della Targa Florio (soprattutto del rally, temono gli appassionati) con questi condizionamenti.

Cosa si può fare? Chi può fare qualcosa?

A questo punto solo la Regione Siciliana può salvare la situazione. E anzi trasformare un grave problema in una straordinaria opportunità. Potrebbe esserci una soluzione per mettere al sicuro per sempre la Targa Florio ed evitare l’ulteriore impoverimento economico, sociale, storico e culturale della Sicilia. Ovvero l’acquisto del marchio da parte della Regione, per poi darlo in gestione  – onerosa – allo stesso ACI. Ch’è l’unico soggetto in grado di assicurare la continuità della gara e soprattutto offrire prospettive concrete di sviluppo e crescita.

Aci è ora disponile alla gestione invece dell’acquisto

Ente che adesso, per voce del suo Presidente (incontrato lo scorso 27 gennaio),  si dice disponibile a questa soluzione. Ed i 6,1 milioni potrebbero rientrare per intero nell’arco – per esempio – di 20 anni (ipotizzando un canone annuale di 300mila euro), per trasformarsi poi in una vera  e propria rendita per le casse della Regione. Certo per definire questa eventualità la Regione se da un lato dovrebbe ammorbidire i vincoli per favorire la gestione (fermo restando la difesa della territorialità e di tutti i paletti opportunamente fissati dalla Soprintendenza), dall’altro dovrebbe pretendere dall’ACI vantaggi concreti per l’Isola e l’economia di questa.

angelo sticchi damiani targa florio

Per esempio la disputa qui in Sicilia – magari ad anni alterni con la Sardegna – della prova mondiale rally (che genera un indotto milionario). Ipotesi però sulla quale Sticchi Damiani non è affatto possibilista (mentre resta l’apertura ad una eventuale rievocazione dell’edizione di velocità che SM aveva “lanciato” anni addietro prima che le strade del piccolo circuito crollassero travolte dall’incuria).  Ma se  “affare” dev’essere, dev’esserlo per entrambe le parti: i soci dell’Automobile Club d’Italia ed i siciliani.

Appello alla politica regionale

Il Presidente dell’ARS Gianfranco Miccichè, il Governatore della Regione Nello Musumeci, il vice-Presidente ed Assessore al Bilancio Gaetano Armao (che in un precedente Governo come Assessore ai Beni Culturali inserì la Targa Florio fra i beni immateriali), l’attuale Assessore ai Beni Culturali Alberto Samonà e con loro tutti i Deputati dell’ARS, prendano in seria considerazione la situazione. Incontrino intanto i vertici dell’ACI nazionale e provinciale per verificare esattamente la situazione e gli spazi di manovra.

Gianfranco Miccichè

 

Targa Florio, adoperarsi per una soluzione

Perchè un’altra soluzione – forse – potrebbe essere quella che ACI il canone annuale di locazone lo riconosca all’AC Palermo  a deconto del proprio credito. Nel tempo  rientrerebbe dell’intera somma vantata fra debiti e somme anticipate per mantenere in vita la gara. Resterebbe in ogni caso da sciogliere il nodo delle stringenti norme del vincolo che – previa attenta verifica –  potrebbe essere opportuno rendere meno rigide. A patto  che la Sicilia ed i siciliani ne ottengano una contropartita in termini di opportunità di lavoro e di sviluppo. AC Palermo non è nelle condizioni di trattare con l’ente al quale è federato. Necessita di uno sponsor, di un garante, di un avallo. Chi meglio della “Regione”?

Non riusciamo ad immaginare nulla di diverso. Non possiamo credere che dopo 115 anni e 104 o 105 edizioni con la prossima, la Targa Florio che non è solo la gara più antica del mondo debba fermare qui ed in maniera così ingloriosa la propria corsa nel tempo.          Per un braccio di ferro e posizioni contrapposte (comprese quelle di chi scrive e quindi della nostra testata) che si protae da anni ma che alla fine avrà solo dei vinti e nessun vincitore. Perchè – in ordine inverso di importanza per la collettività –  scomparirà l’AC Palermo, ACI si ritroverà un marchio parzialmente inutilizzabile e che forse metterà da parte, ma la Sicilia sarà ancora più povera. Davvero non siamo capaci tutti insieme di evitare questo scempio?

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