Pergusa, il motore prova a riaccendersi

Comune, Libero Consorzio e AC Enna verso la revoca della liquidazione del Consorzio Ente Autodromo

L’Autodromo di Pergusa torna al centro della cronaca. Non ancora per una gara, per un calendario sportivo o per il ritorno del pubblico sulle tribune, ma per una decisione politica che può rappresentare il primo passo verso la ripartenza di una delle infrastrutture più importanti della regione. La revoca della liquidazione del Consorzio Ente Autodromo Pergusa verrà formalizzata nei prossimi giorni, ovviamente davanti ad un notaio. Il Consiglio comunale di Enna ha espresso indirizzo favorevole alla revoca, allineando il Comune alla volontà già manifestata dagli altri soci, il Libero Consorzio Comunale di Enna e l’Automobile Club di Enna. Dopo il passaggio formale con gli atti conseguenti andranno ricostituti gli organi del Consorzio.

Volontà politica ed effettiva revoca. Differenza sostanziale

Una cosa è la volontà politica. Altra cosa è l’effettiva revoca dello stato di liquidazione, che a breve potrà essere raccontata come un fatto compiuto. L’Autodromo di Pergusa sta per essere rimesso sulla linea di partenza. Bisognerà vedere se il motore riuscirà davvero ad accendersi senza spegnersi alla prima difficoltà. Il nuovo sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, aveva annunciato già in campagna elettorale la volontà di occuparsi immediatamente dell’autodromo. In effetti appena insediato, ha dato un segnale politico preciso: la sua Giunta ha avviato l’iter per riportare il Comune sulla linea della revoca della liquidazione. Il Consiglio comunale ha confermato questo indirizzo, con 20 voti favorevoli e l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri Mpa. È un fatto politicamente rilevante. Dopo la mancata proroga dello Statuto e l’avvio della liquidazione nell’estate del 2024, Pergusa sembrava essere entrata in una zona sospesa: non definitivamente chiusa, ma neppure realmente operativa; ancora viva nella memoria degli appassionati, ma priva di una prospettiva amministrativa chiara.

Revoca della liquidazione, i pareri legali negativi

Adesso una prospettiva torna a esserci. Ma proprio perché la partita si riapre, va giocata con estrema attenzione. Il punto centrale è la tenuta giuridica dell’operazione. Sulla possibilità di revocare la liquidazione di un ente consortile pubblico, determinata dalla scadenza statutaria, risultano infatti espressi più pareri tecnici e legali contrari. Non è una sottigliezza burocratica. È il nodo da sciogliere prima di qualunque annuncio sul futuro dell’impianto. Perché se l’atto di revoca dovesse essere impugnato, o se dovessero emergere vizi procedurali, Pergusa rischierebbe di ricadere in un nuovo stallo. E l’autodromo, dopo due anni di incertezza, non può permettersi un’altra stagione di proclami, carte bollate e paralisi amministrativa.

I quesiti al Sindaco rimasti senza risposta

Sicilia Motori aveva posto direttamente il tema al sindaco Crisafulli già il 5 giugno scorso, prima ancora del voto del Consiglio comunale. Le domande erano chiare: la revoca della liquidazione può reggere alla luce dei precedenti pareri negativi? Quali strumenti giuridici e amministrativi si intendono utilizzare? Quale modello di gestione si immagina per il futuro dell’impianto? E, nel caso in cui la revoca non fosse percorribile, quale soluzione alternativa verrebbe adottata? A quella richiesta di chiarimento, formulata con spirito costruttivo e nell’interesse di una corretta informazione, non è seguito finora alcun riscontro. Un silenzio legittimo ma non irrilevante. Perché quando si discute del futuro di un impianto pubblico come Pergusa, le domande tecniche non sono fastidi giornalistici. Sono parte del dovere di trasparenza verso gli appassionati, gli operatori economici, gli organizzatori sportivi e una comunità che da troppo tempo aspetta risposte.

“Riapriamo Pergusa”, meglio se con un progetto per il futuro

l punto non è stabilire se Pergusa debba essere salvata. Su questo, per chi conosce il valore storico, sportivo ed economico dell’autodromo, non dovrebbero esserci dubbi. Il problema è capire come salvarla davvero. L’impianto non è un monumento da celebrare soltanto con la nostalgia. È una struttura sportiva, tecnica, turistica ed economica. Negli anni ha ospitato gare importanti, ha formato generazioni di appassionati, ha rappresentato un riferimento per il motorismo siciliano e nazionale. E continua ad avere una funzione potenziale anche al di fuori delle competizioni, come dimostrano le attività tecniche e di sviluppo che negli anni hanno interessato la pista. Ma proprio per questo Pergusa non può essere trattata come una bandiera politica da sventolare nei momenti utili. Un autodromo vive se ha una gestione competente, un piano industriale credibile, omologazioni aggiornate, rapporti solidi con la federazione, calendario, servizi, sicurezza, promozione e capacità di attrarre organizzatori, team, piloti, aziende e pubblico. Dire “riapriamo Pergusa” è facile. Costruire le condizioni perché Pergusa torni davvero a funzionare è molto più difficile. C’è poi il tema della gestione futura. Il sindaco Crisafulli ha lasciato intendere la possibilità di coinvolgere soggetti privati, anche attraverso un bando pubblico. È una strada possibile, forse necessaria, purché venga costruita con criteri chiari. Una gestione privata, una formula mista, una concessione, una società partecipata o il coinvolgimento di partner istituzionali sono tutte ipotesi praticabili solo se inserite dentro una visione precisa.

Una nuova formula per nuovi traguardi

Pergusa può essere pista per competizioni, centro prove, spazio eventi, sede di corsi di guida sicura, luogo di promozione turistica e sportiva del territorio. Ma queste funzioni devono essere coordinate, non accatastate. Altrimenti il rischio è quello di sostituire una liquidazione formale con una confusione gestionale. L’indirizzo favorevole alla revoca va dunque accolto con favore. Ma non con ingenuo entusiasmo. È una porta che si prova a riaprire, non ancora una vittoria. È il recupero di una possibilità, non la soluzione definitiva del problema. Adesso servono atti solidi, tempi certi e responsabilità riconoscibili. Serve sapere chi guiderà l’Ente, con quale mandato, con quali risorse, con quale modello di gestione e con quali obiettivi. Serve soprattutto evitare che Pergusa diventi ancora una volta terreno di scontro tra fazioni, ambizioni personali e calcoli politici. Pergusa non ha bisogno di tifoserie. Ha bisogno di competenza.

La politica sta provando a riaccendere il motore. Ma un autodromo non vive di annunci, né di delibere fragili. Vive di asfalto curato, omologazioni, calendari credibili, conti sostenibili, promozione intelligente e fiducia degli operatori. Se la revoca della liquidazione sarà giuridicamente sostenibile, dovrà diventare il primo passo di un progetto serio. Se invece dovessero emergere ostacoli insuperabili, sarà necessario indicare subito una strada alternativa: nuovo soggetto giuridico, affidamento a terzi, società mista, coinvolgimento di partner pubblici o privati. Qualunque sia la formula, l’obiettivo dovrà essere uno solo: restituire Pergusa alle attività sportive, tecniche, turistiche ed economiche per cui è nata. Il motorismo siciliano non può permettersi un’altra stagione di promesse, silenzi e carte bollate. Pergusa, per la sua storia e per il suo potenziale, merita finalmente una gestione capace di trasformare la memoria in futuro.

E chi oggi ha riportato il tema sulla linea di partenza dovrà dimostrare, atto dopo atto e curva dopo curva, di saperlo portare davvero al traguardo.

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