Pergusa, il motore si riaccende. Ma non basta girare la chiave

Resuscitato il Consorzio Ente Autodromo, nominato il nuovo CdA. Buona notizia, ma non è ancora la ripartenza

Il Consorzio Ente Autodromo Pergusa è di nuovo attivo. I rappresentanti dei tre enti soci — Comune di Enna, Libero Consorzio Comunale e Automobile Club Enna — hanno revocato lo stato di liquidazione e nominato il nuovo Consiglio di amministrazione. A guidarlo sarà Gaetano Rabbito, commercialista, già deputato della Repubblica, indicato dal Comune di Enna. Con lui entrano nel CdA Livio Cardaci, designato dal Libero Consorzio, e Ones Benintende, indicato dall’Automobile Club Enna. Fin qui, la notizia. E sarebbe sbagliato non riconoscerne il valore. Per il motorismo siciliano, per Enna, per l’area di Pergusa e per la storia dell’autodromo, la revoca della liquidazione è un passaggio importante. Meglio un ente riportato in vita, pur con tutti i dubbi del caso, che un impianto lasciato spegnere lentamente fra carte bollate, cancelli chiusi e memoria sempre più sbiadita. Ma proprio perché Pergusa è importante, sarebbe altrettanto sbagliato raccontare questa vicenda come se il circuito fosse già tornato a correre. Non è così.

Rabbito, chi è il nuovo Presidente

La prima questione riguarda la governance. La scelta di Gaetano Rabbito alla presidenza viene motivata con la sua conoscenza dell’Ente e della sua storia (a suo tempo gli venne affidata anche la liquidazione, che non si sa se concluda, del precedente Ente Autodromo). È un argomento comprensibile. Ma è anche il punto che apre qualche domanda. Rabbito, nato nel 1942, arriva alla guida del Consorzio a 84 anni. L’anagrafe, sia chiaro, non è un capo d’imputazione: competenza, lucidità e autorevolezza non si misurano con la carta d’identità. Però in un momento in cui Pergusa avrebbe bisogno di un progetto lungo, energico, operativo, capace di parlare con federazioni, organizzatori, sponsor, imprese, territorio e istituzioni, la scelta ha più il sapore della continuità che della discontinuità.

La strana posizione dell’AC Enna

Il secondo punto riguarda l’Automobile Club Enna. L’AC ha designato nel nuovo CdA l’avvocato Ones Benintende, componente del proprio Consiglio direttivo (di recente ridotto da 5 a 3 componenti per le dimissioni di Gagliano e Nobile). Anche qui, nessuna contestazione personale. Ma il tema di opportunità politica e amministrativa esiste. L’attuale Consiglio direttivo dell’AC Enna è stato eletto per il quadriennio 2022-2026 ed è quindi nella fase finale del mandato. La nomina di un rappresentante nel CdA del Consorzio può produrre effetti che andranno oltre la durata dell’attuale dirigenza dell’Automobile Club.

È legittimo? Probabilmente sì, se gli atti lo consentono. È opportuno? La domanda resta. A maggior ragione perché lo stesso Automobile Club Enna, nei propri documenti di bilancio, richiama una situazione finanziaria di criticità legata anche a piani di rientro nei confronti anche del Consorzio Ente Autodromo Pergusa. Tradotto: uno dei soci che nomina un consigliere è anche soggetto coinvolto in rapporti debitori con l’Ente da rilanciare. Non è materia da slogan, ma da chiarezza contabile. Ecco perché servirebbe dire con precisione quali siano oggi i rapporti economici fra AC Enna e Consorzio: quanto è dovuto, a che titolo, con quale piano di rientro, con quali garanzie e con quale impatto sulla nuova gestione. Il rilancio non può poggiare su entusiasmo e omissioni. Deve poggiare su numeri leggibili.

Ci sono poi le dichiarazioni. Quelle dell’attuale presidente dell’AC Enna, Alessandro Battaglia, invitano ora a “ridare dignità” all’autodromo. Intento condivisibile. Ma la memoria, in questa vicenda, non può essere corta. L’Automobile Club è stato uno degli attori centrali di tutto il percorso che ha portato prima alla liquidazione, poi ai tentativi di revoca, poi allo stallo, poi alla soluzione attuale.

Battaglia ha sostenuto nei mesi scorsi la necessità dell’unanimità dei soci e la possibilità di revocare la liquidazione solo seguendo un preciso percorso. Bene. Ma oggi non si può raccontare la vicenda come se tutti fossero sempre stati, nello stesso modo e con la stessa linearità, dalla parte della ripartenza. Pergusa è arrivata a questo punto anche per errori, rigidità, tatticismi e scelte politiche che andrebbero ricordate, non cancellate dalla foto di gruppo davanti al notaio.

Autodromo, le corse dal 2028 salvo altre sorprese. Gradite

Il terzo nodo, forse il più importante per chi ama davvero le corse, è tecnico-sportivo. Revocare la liquidazione non significa avere automaticamente un autodromo pronto per un calendario agonistico. Dopo due anni e mezzo di stop sostanziale, parte del 2024 e poi 2025 e 2026, la questione delle omologazioni e delle licenze non è una formalità da sistemare con una telefonata. Un circuito vive se è omologato, ispezionato, mantenuto in condizioni “pronto gara”, dotato delle licenze necessarie e riconosciuto dagli organismi sportivi competenti. Le omologazioni scadute vanno rinnovate prima dell’attività. E Pergusa non può sottrarsi a questo percorso. Per questo parlare di ripresa immediata dell’attività agonistica rischia di alimentare aspettative sbagliate. Salvo altri effetti speciali, scorciatoie regolamentari o accelerazioni oggi tutte da dimostrare, un ritorno realistico delle gare non sembra collocabile prima del 2028. Prima bisognerà rimettere in ordine l’impianto, verificarne la sicurezza, affrontare eventuali lavori, ottenere le omologazioni, ricostruire rapporti sportivi credibili e inserirsi in calendari che non si improvvisano a stagione iniziata.

Pergusa, le attività immediatamente possibili

Questo non significa che Pergusa debba restare ferma. Al contrario. Nel frattempo l’autodromo può e deve tornare a vivere con attività tecniche, formative, promozionali, eventi non agonistici, prove, iniziative per la sicurezza stradale, manifestazioni culturali e turistiche compatibili con l’area. Ma va detto con chiarezza: una cosa è riaprire progressivamente un impianto, altra cosa è riportarvi le competizioni. Le due prospettive non vanno confuse.

Consorzio, il nuovo modello di gestione

Il nuovo CdA dovrà dimostrare subito con quali obbiettivi verrà amministrato “Pergusa”. Servono tempi, risorse, responsabilità, un piano industriale, una strategia commerciale, un rapporto serio con ACI Sport, una relazione equilibrata con la riserva naturale, una visione turistica e una capacità vera di attrarre partner. L’idea di far convivere esigenze naturalistiche e motoristiche è obbligatoria oltre che corretta. Ma dev’essere tradotta in programmi, manutenzione, controlli, sostenibilità economica e attività compatibili.

In attesa del prossimo “via”

La revoca della liquidazione è una buona notizia. Ma non è il traguardo. È, semmai, una nuova partenza. E questa volta sarebbe bene evitare l’errore più grave: scambiare la sopravvivenza dell’Ente per la rinascita dell’autodromo. Pergusa merita di tornare a essere un luogo vivo del motorismo siciliano e nazionale. Merita gare, eventi, lavoro, turismo, pubblico, tecnica, passione. Ma merita anche serietà. Perché dopo due anni di stop l’ultima cosa di cui ha bisogno è un’altra stagione di promesse premature. Il motore, stavolta, è stato riacceso.  Adesso bisogna vedere chi sa guidare, chi sa leggere la strada e chi ha davvero le capacità di portare Pergusa non alla prossima conferenza stampa, ma alla prossima vera bandiera a scacchi.

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