Pirato – Enna, è stata l’antenata delle gare ennesi

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Pirato Enna: la storia per la rubrica “Corse di Ieri”

Tratto da Sicilia Motori – Anno IX n. 8 (111) Agosto – Settembre 1990

di Luigi Barbarino

Non si sa bene cosa fu quarant’anni fa, a spin­gere gli ennesi ad avvici­narsi allo sport delle quattro ruote, e non si sa nemmeno chi fu, per primo, ad abboz­zare l’organizzazione della Pirato-Enna, ma di certo sappiamo che da quel 22 agosto del 1948 sbocciò l’a­more tra gli ennesi e l’au­tomobilismo, e quel feeling che si era creato portò, in seguito alla costruzione dell’autodromo di Pergusa. Correva, dicevamo, il 1948, in Sicilia, dove impe­rava il mito della Targa Flo­rio, non vi erano molte pos­sibilità di gareggiare per i piloti isolani, che videro di buon grado la nascita di una nuova competizione.

pirato ennaLa denominazione della gara

La denominazione fu «Cop­pa della Montagna», e fra i promotori si ricordano Anatolio Papini e Vincenzo Greca Militello, rispettiva­mente direttore e Presi­dente dell’Automobile Club Enna che allora con­tava appena 250 soci, Pao­lo Lo Manto, ed il Sindaco Paolo Savoca.·La partenza era situata sul lungo rettili­neo di Pirato, nei pressi dell’omonima stazione che serve Leonforte e il suo circondario, da lì si percorreva va l’odierna S.S. 121, fino al bivio Kamuth, e poi si saliva ad Enna, dove era posto l’ar­rivo in piazza S. Francesco.

Il primo impatto degli enne­si con questa gara è davve­ro meraviglioso. Un gran fer­mento avvolge la città sin dal sabato giorno delle prove, quando per la prima volta appaiono i bolidi in piazza S. Francesco. Tutta Enna si fer­ma, e migliaia di persone af­follano l’arrivo. A poca di­stanza, il Belvedere Marco­ni, da dove è possibile se­guire interamente lo svol­gersi della gara. Poi la do­menica, indossato l’abito della festa, tutti in piazza ad accaparrarsi il posto nella Tribunetta montata per l’oc­casione o sul bevedere, mentre qualche ardito deci­de di scendere fino al bivio Kamuth per avere un contat­to piu diretto con i protago­nisti.

Le categorie turismo e sport

I concorrenti sono divisi in due categorie, turismo e sport, e sono i primi ad apri­re la competizione. Si tratta per lo più di ennesi che la passione ha trasformato per un giorno in piloti, tra i quali figura un certo Rino Mingri­no, che a distanza di qualche anno diventerà il simbolo dello spqrt motoristico ad Enna. Ma il vincitore della « 1 a Coppa della Montagna» è un catanese, Gino Ughet­ti, che vince con appena tre secondi di vantaggio su Ste­fano La Motta, alle loro spal­le concludono Antonio Puc­ci e Nicola Musumeci.

Dopo il successo della manifesta­zione si decide di far svolge­re una gara su un circuito stradale a sette giorni di di­stanza, cosf dal 1949 nasce la settimana motoristica enne­se, con l’acese Nicola Musu­meci che trionfa in entrambe le manifestazioni. E con un tempo inferiore ai dieci mi­nuti Musumeci fissa, nella seconda «Coppa della Mon­tagna» un tempo record che non verrà piu battuto nelle seguenti edizioni. Alle sue spalle si confermano Stefano La Motta e Antonio Pucci, mentre quarto è Enzo Gior­dano.

Le modifiche alla Pirato Enna

Nel 1950 alla gara vie­ne apportata una modifica. Infatti sono ammesse al via solamente le vetture della classe turismo, per cui non vi sono tempi di rilievo. Anco­ra una volta è Nicola Musu­meci ad aggiudicarsi la ga­ra su una Lancia Aprilia, bat­tendo gli altri due favoriti della vigilia, Salvatore La Pi­ra e Giuseppe Gagliano, mentre tra le 1100 impressio­na un giovane catanese di­ciottenne, Ferdinando Iaco­no, applauditissimo dal pub­blico ennese.

Ed eccoci al 1951, quando ben 51 vetture si presentano al «via» della quarta edizione che presen­ta ancora delle novità. Alla partenza le vetture sono di­vise in tre categorie: turismo nazionale di serie, gran turi­smo internazionale e sport internazionale. Nel primo raggruppamento la spunta Pasquale Tacci, che alla gui­da della sua Fiat 1100 prece­de di due secondi Michele Schermi dopo una lotta ser­rata. Tra le gran turismo vin­ce Pino Guzzardella con una Lancia Aprilia davanti a Sal­vatore La Pira su Maserati, poi, finalmente, ecco le sport. Tra le 750 Mario Pic­colo è autore di una presta­zione strabiliante concluden­do alla media di 84 km/h, e staccando di quasi due mi­nuti il secondo, Pietro To­masello.

Nella 1100 si impone Rosario Mucera davanti ad Angelo Lo Mo­naco, ma a quel punto tutti aspettano i big. Partono Placido e Bordonaro, e pa­re che quest’ultimo abbia fatto un buon tempo. Ma l’ultimo a prendere il via è Nicola Musumeci, il benia­mino del pubblico ennese. Sale con grande determi­nazione a bordo della sua Maserati 2000, e alla fine, manco a dirlo, vince con dodici secondi di vantag­gio su Bordonaro. Gran fe­sta, quindi, per Musumeci, ma anche per gli altri con­correnti che ormi sono af­fezionati a questa bella gara, e nessuno immagina che si è trattato dell’ultima edizione.

Le difficoltà con la Commissione di Vigilanza

Infatti l’anno se guente sorgono alcune dif­ficoltà con la Commissione di Vigilanza che nega il permesso di svolgimento della gara per motivi di si­curezza, e gli uomini del-1′ Automobile Club, che organizzano anche il giro della cravatta, per paura di perdere capra e cavoli preferiscono non insistere.

a allora si è parlato, tal­volta di riportare in vita la Pirato-Enna, ma il percor­so è ora una delle strade piu trafficate della provin­cia ennese, e chiuderla per una giornata compor­terebbe disagi notevoli. Ma il ricordo di questa ga­ra non si perderà, come eterna rimarrà la passione per le quattro ruote che grazie a questa gara è sbocciata negli uomini di questa terra.