Storie: i racconti dei siciliani nel mondiale rally

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Storie: i racconti principali dei siciliani nel mondiale rally

Tratto da Sicilia Motori – Anno XXXIII n. 11 (408) Novembre 2015

di Piero Libro

Quanti e chi sono stati i piloti siciliani che hanno preso parte ad almeno un rally  valido per il Campionato Mondiale? A sorpresa di scopre una certa continuità di storie, poiché già dall’anno della sua istituzione (il 1973) i “nostri” fecero delle uscite nella serie iridata.

Proseguite fino allo scorso mese di maggio, con la partecipazione al “Portogallo” di Andrea Nucita, peraltro classificatosi primo di Gruppo N. Il risultato più prestigioso in termini di classifica assoluta è stato ottenuto nel lontano 1974 da uno dei “pionieri” siciliani della specialità, il palermitano “lccudrac” (Gualberto Carducci) classificatosi 5° al Rally di Sanremo. È stato pro­prio “lccudrac” il più assiduo frequentatore del Mondiale, insieme al navigatore nisseno Eros Di Prima, ed in tempi recenti al pilota Gianluca Calì.

Di apparizioni “spot” sono stati, invece, protagonisti Marco Savioli, Antonio Stagno ed fratelli Nucita (con il maggiore dei due Giuseppe che vi giunse prima). Ecco i ricordi le storie – in ordine cronologico – degli stessi protagonisti. 

iccudrac“Iccudrac”: storie, un primato e tanti KO tecnici

Avevo preferito i rally alle gare di velocità dopo aver fatto da navigatore ad “Apache” nel Rally Elba del 1971. A quei tempi i rally erano pochi, ed in Sicilia non ce n’era nessuno fino al 1972, quindi era naturale correre un po’ in tutta Italia ed all’e­stero.

Il Mondiale Marche iniziò nel 1973 e quell’anno presi parte al Montecarlo con mia mo­glie Alfonsa Di Gregorio (“Aldeg” in arte rallistica), con una Fiat 128, ma fummo costretti al ritiro. Stessa composizione di equipaggio al Sanremo, anche questo conclusosi con un ritiro. Nel 1974 ottenni il miglior risultato della mia carriera, al Ral­ly di Sanremo, dove mi classificai quinto assoluto su Porsche 911, in coppia col milanese Dino De­fendenti.

La gara fu vinta da Sandro Munari (Stra­tos) davanti a Bisulli e Fagnola, e quindi l’indiano Shekar Mehta (vincitore di alcuni “Safari“); un’edi­zione con tanti team ufficiali ed io da privato con una vettura quasi di serie, gruppo 3, preparata ed assistita da Achille Scuderi.

Nel 1975, su Porsche Carrera, con mia moglie disputammo Montecarlo e Acropoli, entrambe le gare concluse anzitempo di nuovo costretti al ritiro. L’ultimo rally mondiale della mia carriera è stato il Tour de Corse del 1977, sull’Opel Kadett Gte preparata da Conrero in coppia con Enrica Marenghi; anche qui, pur­troppo, l’ennesimo ritiro. 

eros di primaEros Di Prima: storie, esperienza ed emozioni

Nel 1979 presi parte alla mia prima gara del Mon­diale, Sanremo, dove avrei dovuto navigare Mat­teo Di Sclafani, e invece il volante della Opel Ka­dett venne preso dal veneto Walter Ussai; ma considerato che ci ritirammo già dopo pochi chi­lometri del primo trasferimento, per la rottura di una candela e conseguente principio d’incendio, l’ho quasi rimossa dai miei ricordi.

Sono an­che stato presente in qualità di team manager di Antonio Stagno e Bruno Migliore, a due edizioni del Sanremo (1989 e ’90) ed al Montecarlo (’90) dove sono tornato nel 2000 per Andrea Maselli e Nicola Arena, comprendendo anche Tour De Cor­se e Finlandia per il programma “Arance Rosse di Sicilia“. Ho poi atteso la mia 100° gara per debut­tare al “Montecarlo“: era il 2001 e con il romano Norberto Cangani presi parte anche alla prova svedese, ma entrambe concluse con ritiri a causa di un incidente in trasferimento prima, e per la rot­tura del turbo Mitsubishi poi.

Tornammo in Svezia anche l’anno successivo e le cose non andarono meglio: il motore dell’auto esplose durante lo sha­ke down. Ancora sfortunati nel successivo Tour de Corse dove bucammo due ruote sulla prima prova, e considerato che avevamo da percorrere ancora circa 30 km abbiamo dovuto alzare ban­diera bianca.

In definitiva nelle mie cinque gare di mondiale ho percorso poco più di una sola tappa! Mi piace però ricordare anche le mie partecipa­zioni, sempre con Norberto Cangani, alle gare del Campionato Asia Pacific Rally, una serie Interna­zionale organizzata dalla FIA.

Ho corso in Cina, Nuova Zelanda, Giappone e Thailandia, gare stu­pende ben organizzate, che mi hanno permesso di conoscere paesi nuovi, altre culture anche sportive e vedere posti incantevoli. 

savioliMarco Savioli: che ricordi e che storie al Sanremo del ’95

Uno dei ricordi più belli della mia “vita” rallistica (lunga sin qui 35 anni) è sicuramente quello legato al “Sanremo” del 1985. Quell’anno ero un pilota “ufficiale” del team junior di Opel. Disponevo di una Kadett GSI gruppo A preparata da Conrero e schierata dalla Chieri Corse. Quell’anno vinsi la Coppa Italia Rally della 7° zona e, come premio, mi invitarono a disputare la prova italiana del Mondiale.

Eravamo in quattro con le GSI. Con me gareggio Daniele Orobello, che sostituì Gianni Averna (“Davis”), il quale non poteva assentarsi dieci gioni dal lavoro. Una gara massacrante e lunghissima di quattro tappe, la prima e l’ultima su asfalto la seconda e la terza su terra. Prendem­mo solo le note e un passaggio di verifica. Partim­mo molto bene nella prima tappa, primi tra le GSI e subito dietro le Golf ufficiali, poi pagai l’inespe­rienza sulla terra e venni superato da Grassini.

Nella seconda e terza tappa – con il pubblico che si “apriva” al passaggio dei concorrenti – comin­ciarono i problemi al cambio, perdemmo prima una e poi due marce, e nella famosa prova di Chiusdino ci fermammo con un semiasse fuori uso. Seguimmo il rally da spettatori guardando da bordo strada i “mostri” del gruppo B con piloti spaziali come Salonen, Rohrl, Toivonen, restando allibiti nei loro passaggi in mezzo ad un pubblico immenso.

Ne contro 11 mio rivale, che nell’assoluta: 20° as­soluti dietro ad equipaggi di almeno sei case ufficiali, ed il tutto con una vettura che dimostrò grande affidabilità. In una sola prova forzammo davvero, al Sisteron, e questo perché corremmo con gomme usate a dispetto di Munari a cui fu­rono montate gomme nuove.

Risultato: si prese 40 secondi in un contesto reso difficile da neve e ghiaia. Un’esperienza che ho condiviso con Bru­no Migliore e che conserveremo sempre lumino­sa nel nostro animo. 

Gianluca Calì: quattro volte al traguardo

Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare a quat­tro gare del Campionato Mondiale Rally: tre volte il “Montecarlo” ed una il “Racc” di Catalunya nel 2013. In tutte e quattro le gare sono riuscito ad arrivare alla fine, con grande emozione e soddi­sfazione. Ricordo in particolare le complesse e avverse condizioni meteo del Montecarlo, che la rendono una delle gare più difficili al mondo, poi­ché si ha molta diversità di condizioni meteo tra la partenza e l’arrivo di ogni prova speciale. 

Per intenderci, in una prova come tante, si partiva con asfalto asciutto, poi diventava umido, poi la pioggia, poi il nevischio, ancora la neve che poi era ghiaccio per poi finire con l’asfalto umido, e tutto questo in una solo prova speciale da 40 km. Questo rappresenta la difficoltà di una gara dura e difficile. L’emozione più grande credo di averla vissuta nella speciale numero 15 del Montecarlo 2014, Power Stage, in cui sono riuscito ad ottene­re la 15° posizione assoluta e la prima di classe, stando al passo di piloti che ben figuravano nella classifica del Wrc.

Nella gara del Principato mi sono classificato 49° nel 2012, con Gianluca Pan­no su Renault Clio R3, 30° nel 2013 con Sergio Raccuia, e 32° nel 2014 con Marco Pollicino, en­trambe le volte su Citroen C2 R2. Per il Catalunya ho avuto grande emozione nell’affrontare delle prove speciali molto simili alla nostra meravigliosa Targa Florio per la parte su asfalto.

Assai dura e difficile é stata la tappa interamente su sterrato, dove mi sono trovato catapultato per la prima vol­ta senza che avessi mai fatto test o altri rally con assetto e gomme da terra, arrivando a percorrere prove speciali lunghe 44 chilometri.

Mi ha molto appassionato e mi è piaciuto parecchio, ancor di più il secondo passaggio quando avendo preso confidenza ho migliorato di molti minuti rispetto al primo giro, a dimostrazione che stavo per iniziare a prendere confidenza anche con la terra; insieme a Marco Pollicino ci siamo classificati 34° su Ci­troen C2 R2. 

Giuseppe Nucita: a testa alta… e ruote all’aria

Nel 2010 vinsi il trofeo monomarca Ford, sia di zona che nazionale, e come premio per quest’ul­timo successo fui invitato a fine anno alla Ford Driver Academy nella sede della Wilson Mo­torsport a Cockermouth, in Gran Bretagna. Li tutti i vincitori delle serie Ford nazionali, oltre 20, in una decina di giorni furono sottoposti a delle prove, al termine delle quali un solo pilota sareb­be stato scelto per disputare come premio un rally mondiale.

La prova decisiva fu quella che prendeva in considerazione non il tempo più ve­loce in una speciale, ma il miglioramento dei tempi nel corso di tre passaggi su un tratto cro­nometrato. Fu in questa che risultai il migliore, vincendo la partecipazione ad una gara iridata; avrei voluto scegliere una gara su asfalto, ma nel 2011 nacque mio figlio e fui pronto soltanto a fine stagione, al Rally del Galles, su sterrato. Lo corsi con a fianco mio fratello Andrea, con l’assi­stenza di Ford Italia e del Team Wilson quando necessario.

In pratica da “ufficiale”. Nella prima tappa eravamo 26° assoluti e sesti di R2, nelle prove su asfalto andammo bene; poi si ruppe il motore e fummo costretti al ritiro. Il giorno dopo siamo potuti ripartire col Superrally, e sulla terra abbiamo preso le misure all’auto, viaggiando a tre quarti di classifica R2, giocandocela con gli altri italiani Uliana e Crugnola.

Italiani che nella terza tappa – pur con tanti problemi all’auto -avevamo superato; purtroppo in un veloce retti­lineo, in quinta marcia, un mozzo bloccò una ruota, e ci ritrovammo in un lunghissimo capota­ne … La mia gara finì li, ma ancora oggi ricordo quella esperienza in maniera fantastica. 

Andrea Nucita: storie di una gara e una vittoria

Dopo aver navigato mio fratello in Galles, la mia prima – e per ora unica – esperienza nel Mondia­le rally è stata quella di quest’anno, in Portogal­lo. Conclusasi con un risultato al di sopra delle mie aspettative: 25° assoluto e primo di Gruppo N, navigato dall’esperto Roberto Mometti sulla Subaru lmpreza iscritta dal Motoring Club Ser­naglia di Gabriele Favero.

Team fantastico e di grande esperienza, che mi ha consentito di vive­re grandi emozioni. Mi sono preparato al meglio per la gara, per me del tutto nuova, tutta su ster­rato, e già nella prova spettacolo ero in testa al Gruppo N.

Leadership e storie che ho poi mantenuto nel­le tre tappe, passando da 42° assoluto dopo la prima giornata di gara, a 34° nella seconda, fino a 25° sul traguardo. È stata una sensazione fan­tastica far parte del circo iridato: prove speciali bellissime e lunghe, tutte diverse. Storie im­portanti per la mia crescita professionale.