Giro di Sicilia, l’inizio della gara promossa da Don Vincenzo

Tratto da Sicilia Motori n°4 (315) – Aprile 2012

di Enzo Manzo

Giro di Sicilia
La Beccaria Florio 18/22 di Giuseppe Cravero al via dal cortile del Palazzo del Duca di Villarosa (archivio Giordano)

Per rilanciare la targa e far costruire nuove strade Vincenzo Florio decise di far compiere alle vetture il periplo dell’isola. Così scriveva Vincenzo Florio nel settembre del 1911 : “Cari amici! Voi ormai conoscete le mie intenzioni sul futuro della Targa Florio. Ebbene, io ho proprio deciso di farla correre intorno alla nostra Isola. Così oggi nasce la nuova Targa Florio che chiameremo Giro di Sicilia.

Fu dopo la conclusione della Targa Florio del 1911 che Vincenzo Florio, dopo avere constatato le difficoltà incontrate nelle precedenti edizioni, decideva un radicale cambiamento nella formula della gara. Don Vincenzo si convinse che per rilanciare la Targa e rendere un servizio alla sua Sicilia era necessario persuadere gli amministratori locali e nazionali a costruire strade adatte alle automobili.

E per ottenere questo scopo si sarebbe avvalso pure della “influente” pressione esercitata dalle case costruttrici. Pensava ad una gara che avrebbe percorso il periplo dell’Isola. Convinti gli amministratori locali cominciò a pubblicizzare la nuova corsa attraverso i maggiori giornali italiani e francesi.

La prima edizione Giro di Sicilia, valevole per la settima Targa Florio, partiva il 25 maggio del 1912 dal cortile del Palazzo del Duca di Villarosa (oggi piazza Ungheria) a Palermo, per dirigersi verso Termini Imerese lunga la costa dell’isola per ritornare a Palermo dopo una unica tappa di 965 chilometri da percorrere in un tempo previsto di 24 ore circa. Una vera sfida senza alcun precedente a riguardo.

Ancora una volta dalla mente del “Cavaliere” era scaturita una idea innovativa, che avrebbe sfidato il tempo e che sarebbe stata da esempio per altre manifestazioni. Mai nessuno prima aveva pensato una gara così lunga ed impegnativa per piloti e mezzi. La storia dimostra che ancora una volta Vincenzo Florio aveva immaginato il futuro… realizzandolo. Snipe, il primo vincitore aveva impiegato 24 ore e 35′ per percorrere i 965 km.

Solo due anni dopo Ceirano percorreva lo stesso percorso in 16 ore e 51 ‘: le strade in Sicilia erano diventate una realtà! 14 anni dopo il “Giro” nasceva la Mille Miglia: la formula della gara era quella giusta.

La storia del Giro di Sicilia può essere divisa in quattro periodi cronologici per un totale di 18 edizioni. Quelle del 1912 – ­1914 e del 1948 – ­1950 furono valide per l’assegnazione della Targa Florio.

Giro di Sicilia
La Fiat 1100 condotta da Francesco Pensabene ed Omar Vito ai nastri di partenza della decima edizione (2 aprile 1950)

1912-1914

Il Giro si effettuava percorrendo il perimetro dell’isola in senso orario, in unica tappa nel 1912, successivamente in due. Per completare il Giro non era necessario soltanto irrobustire le sospensioni ed avere un buon numero di ruote di scorta, ma anche essere forniti di un adeguato impianto di illuminazione, svolgendosi buona parte della gara durante la notte, con strade ricche di vere e proprie trappole

1928-1931

Dal 1919 la Targa tornava ad essere assegnata ai vincitori della gara che si correva sul Medio Circuito delle Madonie. Ma l’interesse nato intorno alla Mille Miglia convinceva Don Vincenzo dopo 18 anni a riprendere in mano il suo Giro di Sicilia. Si svolgevano così sino al 1931 quattro nuove edizioni. La OM con Archimede Rosa, vincendo tre edizioni consecutive si rivelava la dominatrice di questo breve periodo

giro di sicilia
La Lancia D24 di Piero Taruffi e Carlo Luoni il 4 aprile (archivio Ariosto)

1948 – 1950

La fine della seconda guerra mondiale portava con se la voglia e la necessita di ripartire. Le condizioni del 1948 però non permettevano di riprendere lo svolgimento della Targa Florio sulle Madonie. I giovani nobili Raimondo Lanza di Trabia e Stefano La Motta riuscivano a convincere Vincenzo Florio a riprendere in mano la formula del Giro di Sicilia, anche per non perdere la continuità nell’assegnazione dell’ambito trofeo.

La gara prevedeva ora un percorso simile ai precedenti ma da affrontare in senso antiorario con una deviazione verso Caltanissetta ed Enna per ritornare lungo le strade della costa siciliana per un totale di 1088 Km. Clemente Biondetti, un veterano della Targa Florio, diveniva uno dei protagonisti della corsa siciliana, portando alla vittoria per la prima volta al Giro di Sicilia ed alla Targa Florio la Ferrari nel 1948, e ripetendosi l’anno successivo.

All’edizione del 1950 era pure presente Tazio Nuvolari, ormai alla fine della sua carriera. Il mantovano non fu fortunato, ma per il breve periodo che fu in gara fu protagonista di una gara epica, prima del ritiro si trovava nelle primissime posizioni pur avendo corso al buio a causa di un problema elettrico.

Giro di Sicilia
La Ferrari 250 MM Vignale sfreccia di fronte al Teatro Politeama di Palermo il 4 aprile 1954

1951 – 1958

Dal 1951 il Giro continuava autonomamente la sua storia sotto la guida sicura del principe Raimondo Lanza di Trabia e del barone Stefano La Motta. Ferrari, Maserati, Lancia, Alfa Romeo ed Osca erano le nuove protagoniste della gara, i nomi dei piloti quelli più noti in assoluto: i fratelli Marzotto, Villoresi, Taruffi, Collins, Gendebien, Maglioli, Castellotti, Musso, Bonetto, Cortese.

L’edizione del 1951 rimaneva sicuramente come la più tragica, segnata dall’incidente mortale di Stefano La Motta e Francesco Faraco. Piero Taruffi nel 1954 al volante della Lancia D24, un’auto praticamente perfetta, vinceva il suo primo Giro ripetendosi con una Ferrari nel 1955.

Con tre secondi posti l’ingegnere romano risulterà essere il più forte ed amato pilota del Giro di Sicilia. L’incidente mortale occorso a Gigi Olivari durante l’edizione del 1957 fu l’ultima pagina nera della gara perché fu anche l’ultimo vero Giro di Sicilia. L’edizione del 1958 fu infatti una platonica ed incomprensibile gara di regolarità con prove di velocità in salita, vinta da un’anonima Dyna Panhard guidata da Guglielmo Angelini Rota.

La tragedia di De Portago nella Mille Miglia del 1957 aveva definitivamente decretato la fine delle corse su strada ed anche per il mitico Giro di Sicilia era arrivata la fine di una fantastica ed indimenticabile avventura.

 

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