Monte Erice: esami tossicologici negativi per Nicoletti
Notizie - Pubblicato il 07 Settembre 2026 - 18:17
Gli esami non hanno evidenziato presenza di sostanze oggetto degli accertamenti. Marchese trasferito a Palermo
Proseguono le indagini sulle cause del terribile incidente verificatosi ieri mattina nel corso della prima manche della 68ª Monte Erice, costato la vita ai due giovani spettatori di Belmonte Mezzagno (Palermo) Giuseppe Bisconti e Karol Greco (per i quali è stata disposta l’autopsia) e nel quale è rimasto gravemente ferito il commissario di percorso palermitano Mario Marchese. Gli accertamenti sono coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Trapani – che ha aperto un fascicolo – Enrico Zinoni, il quale nel pomeriggio di ieri ha effettuato un sopralluogo sul luogo dell’incidente.
La Peugeot 308 TCR numero 54 condotta dal nisseno Marco Nicoletti è stata posta sotto sequestro per gli accertamenti tecnici necessari per ricostruirne le condizioni e stabilire se all’origine dell’incidente possa esservi stato un problema meccanico.
Gli esami tossicologici sul pilota, disposti dalla Procura, hanno dato esito negativo, non evidenziando la presenza delle sostanze oggetto degli accertamenti.
Nicoletti, 24 anni, è un pilota di provata esperienza nonostante la giovane età. Figlio d’arte — il padre Giuseppe è anch’egli pilota — ha già costruito un curriculum sportivo di rilievo e lo scorso anno ha conquistato il titolo R5 nell’International Rally Cup. Dopo gli inizi nelle cronoscalate si era dedicato prevalentemente ai rally e la partecipazione alla Monte Erice rappresentava una parentesi nel suo programma agonistico abituale. Anche Nicoletti è rimasto ferito nell’incidente seppure in maniera non grave e le sue condizioni come quelle dell’altro pilota, pure lui di Caltanissetta, Calogero Lombardo (ch’era stato costretto al ritiro per una panne meccanica alla sua Citroen) non destano preoccupazioni.
La dinamica ancora da chiarire
Secondo la ricostruzione fornita dagli organizzatori soltanto nel tardo pomeriggio di ieri — a distanza di troppe ore dall’incidente, causando un vuoto informativo che ha inevitabilmente favorito il proliferare di ricostruzioni inesatte e in qualche caso fantasiose — la Peugeot di Nicoletti, partita alle 11.36, avrebbe raggiunto circa un minuto dopo la postazione numero 9, posta a circa un chilometro e mezzo dallo start. In prossimità del tornante la vettura non avrebbe rallentato schiantandosi contro le protezioni costituite dalle rotoballe. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire perché ciò sia accaduto.
Le rotoballe, non costituendo una barriera rigida, avrebbero contribuito alla dinamica che ha proiettato la Peugeot verso il terrapieno retrostante, dove — a circa venti metri dal tornante, come dichiarato dal Direttore di Gara Fabrizio Fondacci — si trovavano i due giovani spettatori, l’altro pilota ed il Commissario di Percorso Mario Marchese.
Le condizioni di Mario Marchese
Intanto il Commissario di Percorso palermitano Mario Marchese, 67 anni, che anche in precedenti edizioni della Monte Erice aveva prestato servizio nello stesso settore, pure lui investito dalla Peugeot, è stato trasferito all’Ospedale Civico di Palermo e dovrà essere sottoposto ad intervento chirurgico conseguente al trauma toracico.

Componente dell’Associazione Ufficiale di Gara “Ciccio La Delfa” di Palermo, Marchese ha acquisito notevole esperienze prestando il proprio servizio in gare di tutte le specialità.
Nicoletti, iscritto nel registro degli indagati
Marco Nicoletti è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta nella quale viene al momento ipotizzato il reato di omicidio stradale.
Un passaggio procedurale che non rappresenta alcun accertamento di responsabilità e consente al pilota di esercitare tutte le garanzie difensive previste durante gli accertamenti, a cominciare da quelli tecnici sulla vettura.
Ed è proprio la Peugeot 308 TCR uno degli elementi centrali dell’inchiesta.
Dovrà essere ricostruita con precisione la dinamica dell’incidente, verificato lo stato della vettura e accertata la causa per la quale la Peugeot sia arrivata al tornante senza la necessaria riduzione di velocità.
Secondo quanto emerso dai primi rilievi, sull’asfalto non sarebbero state individuate evidenti tracce di frenata. Un elemento importante, ma che da solo non consente naturalmente di stabilire né se il pilota abbia azionato i freni né quale sia stata la risposta dell’impianto. Saranno le verifiche tecniche, l’analisi dei dati disponibili sulla vettura e gli altri elementi raccolti dagli investigatori a fornire le risposte.
Dopo avere superato le protezioni, la Peugeot è precipitata lungo la scarpata per circa sessanta metri e nella carambola avrebbe urtato anche una motocicletta e un’altra automobile, scivolata a sua volta più a valle.
Una sequenza violentissima di impatti dalla quale lo stesso Nicoletti è uscito senza conseguenze estreme, anche grazie alla struttura di sicurezza della Peugeot, che ha resistito alla successione degli urti.
(A cura di redazione- ha collaborato Laura Spanò- foto Mario Gallà)