Tratto da Sicilia Motori –  Anno XXVII n° 9 (315) – Ottobre 2009

di Vincenzo Barone

le piraAncora minorenne tentò di partecipare alla prima corsa con l’Aprilia sottratta di nascosto al padre; che dovette poi convincere a seguirlo al “via”.

Al volante di Ferrari e Lancia i risultati e le corse più belle. Una carriere breve ma intensa che ha dovuto poi fare posto agli impegni di lavoro. Totò Le Pira ha iniziato a gareggiare giovanissimo, la sua intensa carriera e durata solo 10 anni, ma sempre al volante di automobili straordinarie.

Nel 1949 avevo 18 anni – ricorda ­ e conseguita fa patente, dopa due mesi, presi fa Lancia Aprilia 1500 di mio padre e mi presentai alla cronoscalata Pozzillo – Acireale dove c’era, fra gli altri, un altro giovanotto ma già affermato di nome… Antonio Pucci. Però non potei gareggiare in quanta minorenne (a quei tempi fa maggiore età era fissata a 21 anni!), ed un Commissario Sportivo mi richiese l’assenso paterno“.

Ostacolo apparentemente insormontabile – continua ­– sia per il consenso, sia per aver sottratto I’Aprilia ad insaputa di mio padre. Ma nottetempo lo convinsi, facendo leva sia sulla sua passione (era stato pilota lui stesso prima della guerra), sia tenendolo sveglio fino alle tre, sicché acconsentì a patto che lo lasciassi dormire qualche ora senza più. .. torturarlo“.

Cosicché l’indomani il giovane Le Pira si presentò alla partenza accompagnato dal padre, che poté assistere alla sua prima corsa, conclusa con un onorevole piazzamento di classe: secondo dietro Giovanni Alessi. Seguono le partecipazioni, sempre in presenza del genitore, alla Palermo ­Montepellegrino (nell’edizione dove terminò la carriera Tazio Nuvolari al volante della Cisitalia 1100), ottenendo il primato di classe.

Ancora Catania­ Etna, Belmonte ­ Avola, Pirato ­ Enna, e altre cronoscalate a completare il biennio di “tirocinio”. Segue una sosta imposta anche dal matrimonio, e l’attività agonistica riprende nel 1954 quando Todini gli affida una Stanguellini 1100 con la quale corre ad “Avola” ed in altre cronoscalate, vince la categoria alla Catania ­ Etna.

Con l’Aurelia B21 qui alla “Coppa Nissena”

Com’ era la Stanguellini?

Si trattava di una piccola sport dell’epoca, molto in uso tra i gentleman drivers di allora; una specie di Ams 1000 o Abarth 1000 Barchetta degli anni 80, che battagliava molto con la Siata 1100 e con la Ermini 1100. Tutte macchinette fatte da costruttori artigiani“.

Nelle cronoscalate Le Pira guida anche una Maserati 1500, una 4 posti, oggi si chiamano Gran Turismo. Nel contempo inizia il periodo di costanti partecipazioni alla “Targa Florio“.

La prima nel 1955 con una Maserati 2000 facendo coppia con il Principe Gaetano Starrabba di Giardinelli: “Un’esperienza meravigliosa, con una vettura meravigliosa; ma la soddisfazione più grande fu quella di arrivare 10° assoluto dietro a piloti come Stirling Moss (Mercedes), Manuel Fangio (Mercedes), Castellotti (Ferrari), Luigi Musso (Ferrari), Giulio Cabianca (Ferrari), tutta gente affermata e piloti professionisti!  Noi, Siciliani di Palermo e Catania, decimi assoluti ! Ti rendi conto?

Nel ’56 Toto gareggia al volante di una Lancia Aurelia 8 24 (l’auto del film “Il sorpasso”), in coppia con Peppino Conigliaro; che in prova “atterro sul tetto di una casa – ricorda adesso sorridendo Le Pira ­ nella discesa verso Collesano e…. grande fu il mio disappunto per non essere neanche salito su quella splendida vettuta“.

Nel 1957 con il Marchese Gerino Gerini, stavolta con una Ferrari 250 SW8 della Scuderia Serenissima, disputa ancora la Targa Florio. Nel corso di questi anni, il gentleman catanese ebbe modo di partecipare anche a Monza al “Gran Premio Lotteria GT“, vincendo la classe con la propria Ferrari 250 (telaio 555), e c’era gente come Ada Pace e altri. Con la stessa auto seguirono due vittorie assolute consecutive: alla “Corsa del Busento” in Calabria, ed alla Avola ­ Avola Antica. Primati che gli valsero l’iscrizione nel registro dei piloti Ferrari GT più rappresentativi.

E certamente la 250 GT è stata quella che gli ha dato le più grandi soddisfazioni. Anche se essendo nel contempo divenuto Concessionario Lancia numerose sono state le gare con le vetture torinesi. Fra queste anche “Giro di Sicilia” e “10 Ore di Messina” con l’Aurelia 821; e cronoscalate varie con la 820.

La carriera agonistica di Totò Le Pira si conclude al circuito di Modena con un piazzamento dietro a Piero Frescobaldi, ambedue al volante delle “Flaminia Zagato” di proprietà dello stesso Elio Zagato.

toto le pira

Alla Catania – Etna nel 1959, disputata sulla ferrari 250 GT con cui si piazzò secondo assoluto

Quindi l’ultima corsa in terra di Modena?

Si, per fare una cortesia ad Elio lagato, che era in testa al campionato pista, che poi vinse e mi invito a partecipare con una vettura “ufficiale” per fare si che il punteggio fosse pieno. Frescobaldi però poté scegliere l’esemplare migliore fra le due, essendo arrivato alle verifiche il giorno prima di me che venivo dalla lontana Sicilia. Mi piazzai quindi terzo, prendendo la cosa con filosofia. Ma ormai i crescenti impegni professionali non mi consentivano più di dedicarmi alle corse“.

Rimpianti?

“Qualcuno all’inizio, ma poi piano piano ti allontani; anche se il ricordo e piacevole e vivissimo ancora oggi.”

Al volante della Stanguellini 1100 amcpra siò tracciato dela Catania – Etna nel 1954

Identikit di Totò Le Pira

Le auto per passione e per lavoro Salvatore “Totò” Le Pira è nato a Catania il 23 Aprile 1931. Imprenditore, da due anni ricopre l’incarico di Presidente Onorario della “Sport Car” Concessionaria Bmw a Catania.

Ha quindi un po’ “mollato” le redini per fare ­ dice ­ il “pensionato”. Insieme alla moglie, signora Nica Midulla, ama molto viaggiare, portandosi dietro anche le due inseparabile cockerine; tutti a bordo di una station wagon ovviamente di marca… Bmw. Ad inizio degli anni ’50 ha rappresentato il marchio Opel, passando poi alla Lancia negli anni ’60 e nello stesso periodo anticipa i tempi con una “multimarche”.

Inizia quindi la collaborazione con la Casa di Monaco che continua tutt’ora Padre di quattro figli, ha svolto anche attività politica ricoprendo la carica di Consigliere Comunale a Catania; è stato tra i soci fondatori (ed il secondo Presidente) della Scuderia Etna, oltre che del Circolo Canottieri Ionica.